L’AQUILA – “Una morte inaccettabile”. E’ questa la frase più ricorrente usata da chi conosceva, anche di vista, Maria Grazia Rotili e Pamela Mattei, le due giovanissime che la notte del 6 aprile 2011, a due anni esatti dal sisma e quasi alla stessa ora, dopo aver preso parte alla fiaccolata in memoria dei 309 martiri, sono rimaste uccise nel terribile incidente stradale nei pressi di Scoppito, a pochi chilometri dal capoluogo.

Tamara, l’altra giovane che era in macchina con loro, si è miracolosamente salvata.

Domani mattina i funerali a Vigliano, paesino di origine di Maria Grazia e Pamela, dove si riunirà tantissima gente.

Proprio nella sua Vigliano Maria Grazia, bravissima volontaria del gruppo di Protezione civile ‘Grisù’ di Scoppito, aveva lavorato nella tendopoli durante i difficili mesi post-sisma.

“Non riusciamo ancora a crederci – dicono a Scoppito – un banale incidente si trasforma in tragedia, è davvero assurdo”. Amici e conoscenti non si danno pace, tutti stretti intorno alla famiglia delle ragazze.

Il destino infame le ha strappate in una notte densa di significato per L’Aquila. Entrambe avevano preso parte alla fiaccolata del 6 aprile. Intorno alle due e trenta si sono avviate verso via Strinella, dove avevano parcheggiato. Poco dopo, l’incidente mortale, mentre all’Aquila venivano elencati i nomi delle vittime del sisma.