CAPESTRANO – La giovane donna aggredita da un lupo affamato a Capestrano (L’Aquila) e salva grazie alla sua reazione e all’arrivo di un’auto che ha spaventato l’animale, ha raccontato su Fb, tramite l’associazione Tutela Rurale, la sua tremenda esperienza che è stata ancor più drammatica rispetto a quanto emerso inizialmente.

“Intorno alle 17 di venerdì 13 febbraio scorso”, inizia il racconto, “mi ero recata a un magazzino per preparare dei pacchi, essendo una volontaria della Caritas. La responsabile non era ancora arrivata, così mi sono seduta sui gradini davanti all’ingresso. Mentre guardavo a destra, ho percepito il rumore di qualcosa che arrivava da sinistra e mi sono trovata all’improvviso un lupo a circa un metro di distanza. Ero seduta, quindi avevo il suo muso all’altezza della faccia, visto che sono alta 1,60. Spaventata ho urlato e sono scappata all’indietro, con il lupo che prima di seguirmi ha girato intorno a un paio di automobili posteggiate. Questo mi ha dato tempo. Vicino c’è un cancelletto alto circa un metro, con una recinzione in rete alta uguale. Fortunatamente il cancelletto non era bloccato, l’ho aperto e chiuso dietro di me. Il lupo a mio parere stava valutando il da farsi, saltarlo non sarebbe stato un problema per l’animale, che visibilmente aveva la rogna”.

“Muovevo le mani per scacciarlo ma non se ne andava, neppure arretrava. Urlavo, ma non c’era nessuno. Solo la titolare di un vicino negozio se n’è accorta, ma una volta visto il lupo si è subito chiusa dentro. Poi si è scusata dicendo di avere avuto paura, ma di sicuro avrebbe potuto chiamare o telefonare a qualcuno, poiché il tutto è durato circa 5 minuti, un’eternità”.

“Per cercare di spaventarlo, mentre urlavo, mi sono tolta dalle spalle lo zainetto e ho iniziato a sbatterlo contro la rete ma il lupo l’ha azzannato e infine me l’ha strappato. In quel momento ho ricevuto la telefonata della responsabile della Caritas, che voleva avvertirmi di essere quasi arrivata, e le ho chiesto aiuto. Per fortuna era veramente vicina e un attimo dopo ha frenato proprio lì davanti e ha visto il lupo, che a quel punto è fuggito. Una mia amica, a cui avevo scritto visto che non rispondeva, mi ha risposto che avrebbe chiamato subito i carabinieri, visto che due pattuglie erano già dentro Capestrano in cerca dell’animale, segnalato prima da una residente mentre rovistava tra i bidoni dell’immondizia davanti a casa sua”.

“Il lupo con la rogna gira da mesi dentro il paese, e anche questa volta non è stato catturato, almeno finora. Un altro che entrava in paese l’hanno catturato un paio di mesi fa. Ma c’è pure un branco di 4-5 esemplari, visti più volte da molte persone. In paese si ha paura, non gira più nessuno, bisogna guardarsi intorno, bisogna assolutamente fare qualcosa con i lupi”.

“I carabinieri forestali hanno fotografato lo zainetto della donna azzanato dal lupo, ma non l’hanno trattenuto al fine di individuare, attraverso la saliva, il Dna dell’animale. Senza Dna accade che il fatto rimanga non accertato e pertanto non rientra nella casistica nazionale di questi casi”. Questa la presa di posizione dell’associazione Tutela rurale in relazione alle modalità di intervento dei militari in questo episodio. Anche il portavoce del Cospa, Dino Rossi, ha fatto le medesime osservazioni.