L’AQUILA – “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale ‘Giorno del ricordo’ al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Mentre oggi alla Camera si terranno le celebrazioni alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, dei presidenti di Camera, Roberto Fico, del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e del presidente di FederEsuli, Giuseppe de Vergottini, anche in Abruzzo, come ogni anno, sono tante le iniziative promosse in occasione del Giorno del ricordo.
PESCARA
L’amministrazione comunale di Pescara celebra il Giorno del ricordo, istituto con legge 30 marzo 2004 n. 92 e dedicato all’esodo di istriani, fiumani e dalmati e alle vittime delle foibe. Il programma ufficiale della commemorazione di mercoledì 10 febbraio, d’intesa con l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, è articolato tenendo conto della normativa anti-Covid 19 e nel pieno rispetto delle prescrizioni rivolte a impedire le occasioni di contagio, col divieto di assembramento e di cortei e con l’osservanza del distanziamento sociale.
Ore 10.30 – Chiesa dello Spirito Santo. Celebrazione della Santa Messa
Ore 11.15 – Piazza Martiri giuliano-dalmati. Deposizione di una corona d’alloro e omaggio alle vittime delle foibe da parte del sindaco Carlo Masci e del presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli
Ore 11.30 – Piazza Italia. Omaggio alla memoria di Norma Cossetto
Ore 12.00 – Canale Youtube del Comune di Pescara. “Quell’Italia di là dal mare”, spettacolo-récital del Florian Metateatro a cura di Giulia Basel
L’AQUILA
Il Comune dell’Aquila ha aderito alle iniziative nazionali in programma il prossimo 10 febbraio, “Giorno del ricordo” istituito dalla legge 92 del 2004 “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Per l’occasione, la Fontana luminosa sarà illuminata di verde, bianco e rosso e cioè con i colori della bandiera italiana, come richiesto dal comitato nazionale 10 febbraio.
AVEZZANO
“Diciassette anni or sono, veniva istituita, dal Parlamento e con un’ampissima maggioranza, la Giornata del Ricordo (L. n. 92/2004), al fine di ‘Conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessiva vicenda del confine orientale’, come ebbe a sottolineare l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”.
Si legge in una nota dell’Amministrazione comunale di Avezzano: “Per questo, ogni anno si ricorda, il 10 febbraio, una tragedia prima nazionale e poi europea, perpetratasi nelle terre giuliano – dalmate, provocata dai totalitarismi oppressivi che, a tinte diverse, hanno macchiato la storia del ‘900 europeo. Vi è un dovere morale nel ricordare quanto accaduto in epoca bellica: le esecuzioni sommarie, le reclusioni in campi di detenzione, gli abissi neri delle foibe, il silenzio che – per vergogna ed ignominia – ha nascosto tali eventi.
“In questo quadro, i territori dell’Istria, della Dalmazia e della Venezia – Giulia, già teatri della resistenza al nazifascismo, vissero l’onta e l’onda della violenza sociale, ideologica e poi etnica, ai danni degli italiani – ma anche degli sloveni cattolici e liberali – che, estranei a qualsiasi logica di connivenza col ventennio, vennero perseguitati dai titini. L’esodo, lo spopolamento, lo sterminio, la sparizione di lingue, dialetti, culture, il tutto causato da atti persecutori: circa 250.000 profughi istriani sperimentarono le privazioni ed il dolore dell’esilio, acuito dal mancato riconoscimento, fino al 2004, dell’atroce ingiustizia subita”.
“È compito di una società matura, quale ambiamo ad essere, opporsi oggi ad ogni forma di totalitarismo, tanto rosso quanto nero, sanando ferite per troppo tempo strazianti, assegnando questo compito tanto alle istituzioni quanto alla società civile”.
“Nel voler adempiere a tale dovere – morale che prima di legge – oggi l’Amministrazione comunale di Avezzano vuole raccogliersi in un abbraccio tanto per ricordare i massacri delle foibe e l’esodo giuliano – dalmata quanto le vittime dell’Olocausto, il cui Giorno della Memoria del 27 gennaio non si è avuto modo di poter ricordare adeguatamente a causa delle tristi ed angosciose vicende dei nostri concittadini dispersi sul monte Velino, che hanno profondamente colpito il cuore e la coscienza della popolazione avezzanese e marsicana tutta, alle cui famiglie ed amici va la più sincera e profonda solidarietà”.
“L’atrocità con cui tali massacri vennero perpetrati rende ogni distinguo poco utile, poiché in entrambi i casi la volontà di sopraffazione degli uomini sugli altri uomini portò alla generazione di mostruosità. La legge n. 92/2004 nacque dal confronto tra forze politiche contrapposte, in grado però di saper scindere preclusioni ideologico – valoriali dal senso di giustizia, per impedire che una vicenda dolorosa continuasse ad essere motivo di scontro e divisione”.
“È segno della maturità collettiva saper affrontare e comprendere la storia a mezzo di un dibattito serio e cosciente, scevro da strumentalizzazioni, in cui la memoria storica, che per lungo tempo ha diviso, sappia diventare elemento di unione. L’Amministrazione comunale di Avezzano, nel voler ricordare come i valori della libertà e della tutela dei diritti individuali siano principi cardine della società civile, si contrappone a qualsiasi totalitarismo che miri al loro annullamento”.
TERAMO
A Teramo l’amministrazione comunale ha organizzato una manifestazione commemorativa.
Alle ore 9.45, verrà depositata una corona di alloro presso i Giardini Giuseppe Micheletti, in Viale Di Paolantonio (adiacenti la scuola di via Diaz). Seguirà una breve rievocazione storica del sindaco Gianguido D’Alberto.
La cerimonia sarà svolta tenendo conto delle misure restrittive previste dalla normativa vigente per l’emergenza coronavirus e nel rispetto delle regole di protezione individuale e di distanziamento sociale.
I giardini, per iniziativa dell’amministrazione comunale, del “Comitato 10 febbraio” e della delegazione provinciale di Teramo dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (Anvgd), vennero intitolati nel 2017 a Giuseppe Micheletti, medaglia d’argento al Valore Civile, “Eroe sconosciuto” che si distinse per l’indefessa opera di medico durante la strage di Vergarolla, avvenuta a Pola il 18 Agosto del 1946, salvando numerose vite.
GIULIANOVA
Il Coordinamento Comunale di Fratelli d’Italia di Giulianova si unisce al Coordinamento Comunale di Teramo: “saremo presenti alla deposizione di tre rose bianche presso Via Martiri delle Foibe, zona artigianale di Villa Pavone, ed alle 10.15 presso ‘I Tigli’, al giardino davanti all’asilo nido Lettieri, alla deposizione di una corona. Ricordare vuol dire anche rispettare le vittime”.
Per Fratelli d’Italia: “L’emersione ed il ricordo di quanto avvenuto, anche se non può cancellare del tutto le ingiustizie, può assolvere ad un altro compito, cioè quello di fornire gli strumenti culturali per impedire che tutto ciò che è avvenuto possa un domani ripetersi. Non ci dimenticheremo mai di chiedere che tale giornata venga pienamente celebrata. E per questo chiediamo che anche a Giulianova venga intitolata una piazza, una via o un parco ai ‘Martiri delle Foibe’. Presenteremo una mozione a tal proposito. Anche questo gesto sarà in linea con lo spirito di civiltà che Giulianova ha sempre dimostrato in tante occasioni, tanto più che nelle Foibe sono morti almeno un centinaio di Abruzzesi e che molti esuli hanno trovato la loro casa in Abruzzo. Tra gli altri ricordiamo, il poeta dalmata professor Antonio De Micheli che nel 1954 si rifugia e vive a Roseto degli Abruzzi e che, morto il 22 aprile del 1964, per sua volontà riposa nel cimitero monumentale di Giulianova”.
“Il 10 febbraio è una giornata dal sapore acre, duro, doloroso. Perché è la giornata del ricordo per le vittime delle Foibe, di coloro che per la sola colpa di essere italiani vennero torturati, uccisi o gettati vivi nelle cavità carsiche che in dialetto giuliano venivano chiamate, appunto, Foibe. Perché questa giornata è stata istituita con una legge nazionale solo nel 2004, mentre i fatti che hanno provocato centinaia di migliaia di vittime ed il conseguente esodo di altre centinaia di migliaia di persone dalle terre dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia sono avvenute dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre del 1943. Perché nella storia del nostro Paese, per un lungo tempo c’è stato un spazio vuoto, un’ombra di silenzio che ha lasciato nell’oblio le sofferenze di oltre trecentomila persone e non ha inserito i fatti sui libri di storia, come non fossero mai avvenuti. Un’operazione culturale applicata con metodo, tanto che, delle vicende dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, e della relativa applicazione sistematica del disegno di pulizia etnica perpetrata da Tito e dai suoi partigiani, il popolo italiano venne tenuto praticamente all’oscuro per oltre cinquant’anni”.






