L’AQUILA – L’opinione pubblica dell’Aquila perde un’altra voce: dal prossimo 20 aprile chiude la redazione aquilana del quotidiano Il Messaggero.

Si conclude una storia durata 60 anni, cominciata nel 1955 con una figura storica del giornalismo aquilano, Remo Celaia, affiancato da collaboratori come Walter Capezzali e altri, e proseguita con altri storici cronisti, su tutti Guido Polidoro.

La prima redazione era in via Fortebraccio 23, nei pressi della casa di Celaia, per poi spostarsi in piazza Palazzo.

Le generazioni più recenti di aquilani ricordano l’ultima sede prima del sisma del 6 aprile 2009, a palazzo Leone, in corso Vittorio Emanuele 159, praticamente la porta d’ingresso del centro storico.

Dopo il sisma, il quotidiano ha mantenuto un presidio nel capoluogo di regione con la “resistenza” dell’attuale responsabile, Claudio Fazzi, dapprima in un camper ormeggiato a via Strinella, poi in un container a piazza d’Armi, quindi in quella che passerà alla storia come l’ultima sede, in via della Croce Rossa 119.

Stessa sorte avrà la redazione di Teramo, peraltro già accorpata all’Aquila dal marzo 2008, con il responsabile, l’aquilano Angelo De Nicola, che verrà trasferito a Pescara come il collega Fazzi.

La chiusura fisica della redazione, comunque, non comporterà la scomparsa delle pagine dedicate al capoluogo o la chiusura dell’intero inserto regionale, come invece successo dal 1° novembre 2014 al quotidiano Il Tempo.

In questo modo solo Il Centro resta l’unico quotidiano cartaceo di un gruppo nazionale, il gruppo l’Espresso, aperto in città. (red)