ROMA – Sono partiti in circa 400 dall’Abruzzo alla volta di Roma per partecipare nel pomeriggio a piazza del Popolo alla manifestazione nazionale di protesta di quelli che finora si sono definiti “invisibili” perché dimenticati dalle Istituzioni che ancora non fissano protocolli per la riapertura e la data del nuovo inizio dopo oltre tre mesi di stop: imprenditori e dipendenti abruzzesi delle agenzie scommesse e delle aziende del gioco legale erano riconoscibili tra i circa 6mila manifestanti, per la maglia bianca con “# IO DICO BASTA”.
A guidare la folta delegazione sono stati i rappresentanti territoriali Luca Paiola, per la provincia dell’Aquila, Angelo De Cecco per Chieti, Daniele Petrini, per Pescara, e Rudy Iaconi, per Teramo.
Paiola è salito sul palco per intervenire spiegano le gravi problematiche della categoria, “l’unica ancora ferma nonostante siano ripartite tutte le altre, anche se gradualmente”.
Molto chiari i punti alla base della protesta: immediata riapertura delle imprese del settore garantendo la piena operatività di tutti i prodotti di gioco e la conseguente sostenibilità delle aziende, immediata audizione di una delegazione di rappresentanti delle associazioni presenti in manifestazione da parte del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri per l’istituzione di un tavolo tecnico permanente nel quale siano rappresentate le istanze di esercenti e gestori.
Tutte questioni presentate dalle associazioni CNI, A.G.S.I, A.Gi.Sco, A.Gi.S.I, A.Gi.R.E, C.G.S.S, C.G.L.A, AIESS, AIGL, A.Gi.Le, Comitato Gioco Responsabile, E.M.I Rebus, Res Cogitans, UTIS, Ascob, Aasi, FICB presenti alla manifestazione.
Rinviata al mittente la istanza che una delegazione venisse ricevuta chiederà da Conte e dal Ministro. In serata, è giunta “una piccola boccata di ossigeno con l’approvazione da parte della conferenza Stato-Regioni delle linee guida”.
“Ora attendiamo che la Regione Abruzzo, in particolare l’assessore regionale Mauro Febbo recepiscano ed attuino le linee guida per arrivare ad un protocollo d’intesa e poi alla riapertura che vorremmo avesse la scadenza del 14 giugno”.
A tale proposito, la delegazione abruzzese chiede un incontro urgente con i vertici regionali.
“Vogliamo un confronto per superare ogni ostacolo – prosegue Paiola – Diciamo basta ai no pronunciati finora in merito alla riapertura delle nostre attività, non capiamo questo accanimento visto che siamo imprenditori che propongono il gioco legale e che danno da mangiare a migliaia di famiglie e che i nostri collaboratori non hanno ancora percepito la cassa integrazione. Quanto sta accadendo è incomprensibile. Chiediamo al Governo di poter riaprire, in caso contrario siamo pronti a manifestare ancora e con ancora più partecipazione”.
Paiola sottolinea che “siamo l’unico settore che è stato tassato ancora in un contesto nel quale gli altri settori vengono aiutati”.
Il settore del gioco legale dà lavoro a 150mila addetti: in questo tre mesi di chiusura, tra agenzie scommesse e sale Bingo lo Stato ha rinunciato ad incassare 750 milioni di euro al mese, quindi circa 2,2 miliardi di euro.
“Vogliamo che il nostro assessore regionale Febbo si adoperi per una riapertura del nostro settore dopo l’approvazione da parte della conferenza Stato-Regioni delle linee, preparando con noi protocolli anti-covid. Recependole ad attuandole si supereranno i dubbi delle ordinanze 59 e 62 firmate dal governatore abruzzese Marco Marsilio”, conclude l’imprenditore aquilano.
Le agenzie di scommesse e del comparto delle machine, che comprende slot, video lottery ed operatori delle sale bingo, con i loro punti raccolta, sono complessivamente 2.308: vi lavorano 7.330 persone oltre ad un indotto di altri 5mila lavoratori: a questi si aggiungono 1.380 tabaccai.
Le sale scommesse sportive sono 310 per 930 occupati più un indotto di altri circa 400 dipendenti. In Italia il giro di affari è di circa 7 miliardi di euro.





