PESCARA – Parte con un budget dimezzato e in sensibile ritardo la macchina organizzativa dei primi Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia, in programma a Pescara dal 28 al 6 settembre.

Ma Enzo Del Vecchio, vicesindaco di Pescara, membro del comitato organizzatore, è convinto che si recupererà il tempo perduto, affermando ad AbruzzoWeb che, oltre ai ritardi, aveva evidenziato le scarse informazioni sullo stato dell’arte dei lavori in corso e della logistica, sulle modalità di selezione, con soldi pubblici ma a chiamata diretta, e sui compensi della macchina organizzativa, dal direttore generale Guglielmo Petrosino, e dei 18 capi area, dei quali questo giornale aveva citato il collega Massimo Di Cintio, responsabile dell’area media, visto che sul sito di Pescara 2105 nessuna informazione in merito è stata ancora pubblicata.

Intanto, un risultato è stato ottenuto: il comitato organizzatore, con una nota inviata a questa testata, conferma l’assoluta trasparenza e legittimità del conferimento degli incarichi e rende noto che i compensi dei 18 capi area variano da 6 mila a 20 mila euro lordi per 8-10 mesi di lavoro, cifre “decisamente inferiori rispetto a budget e compensi previsti per eventi e iniziative analoghe”.

E comunica anche l’elenco dei nominativi dei componenti dello staff.

Per quanto riguarda la nomina e compenso del direttore generale dei Giochi Petrosino, ex segretario generale della Federazione italiana giuoco calcio (Figc), dirigente del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), capo delegazione della Nazionale di calcio ai Giochi del mediterraneo del 1997 e che ha preso parte all’organizzazione anche dei Giochi di Pescara 2009, il Comitato spiega che “il direttore generale è stato individuato a seguito di un avviso pubblico fatto dal Comune di Pescara nel maggio 2014, al quale hanno risposto sette candidati. L’importo è stato stabilito nel bando”.

A titolo gratuito è invece l’attività del comitato organizzatore di cui è presidente Marco Alessandrini, sindaco di Pescara, vice presidenti Luciano D’Alfonso, governatore della Regione Abruzzo, e Giovanni Malagò, presidente del Coni, dei componenti Roberto Fabbricini, segretario generale del Coni, il già citato Del Vecchio, Mario Mazzocca, assessore regionale alla Protezione civile, Tommaso Vespasiano, dirigente comunale di Pescara.

Del Vecchio assicura poi che “tutte le spese saranno rendicontate fino all’ultimo centesimo e reso di dominio pubblico, anche sul sito di Pescara 2015”.

Il minimo per un evento di primissimo ordine, per cui è prevista la partecipazione di oltre 1.500 tra atleti e staff delle delegazioni dei Comitati olimpici nazionali di 24 Paesi del Mediterraneo. Evento soprattutto pagato dai soldi dei contribuenti.

CHI METTE I FONDI E LE RAGIONI DEL RITARDI

“Vero, scontiamo un ritardo nella macchina organizzativa – spiega a questa testata Del Vecchio – ma tutto è dipeso dall’incertezza sulle coperture economiche che abbiamo ridotto a 4,5 milioni di euro che si è risolta solo a febbraio 2015”.

Nel 2013 era stato fissato nell’iperbolica cifra di 10,5 milioni di euro, poi sceso a 9 milioni, ma comunque non alla portata, in particolare da parte del Comune di Pescara, sull’orlo del dissesto finanziario, e che avrebbe dovuto contribuire da solo con 2 milioni di euro.

Dopo il grido d’allarme nell’estate 2014 lanciato dal sindaco Alessandrini, presidente del Comitato organizzatore, e dal direttore generale Petrosino, dell’agosto 2014, sull’impossibilità di reperire i fondi “in autunno – spiega Del Vecchio – abbiamo lavorato per ridimensionare il budget, per portarlo all’osso, alla cifra di 4,5 milioni. Non è stato facile, ma ci ha aiutato il fatto che forse 9 milioni di euro era un cifra molto alta”.

Di questi, 1,5 milioni sono stati investiti dal Coni 1,5 milioni dalla Regione Abruzzo, attraverso la rimodulazione dei fondi Par Fsc (già Fas) 2007-2013, non senza polemiche da parte dell’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale.

L’ultima decisiva parte, di 1,5 milioni di euro li ha promessi invece il ministro Graziano Delrio, a febbraio, quando ancora ricopriva la carica di sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega anche allo sport.

“Tutto ciò – sottolinea Del Vecchio – è il frutto di un intenso lavoro di interlocuzione, in particolare con il Coni e con il governo a cui abbiamo fatto comprendere che per l’ltalia sarebbe stata una gran brutta figura non fare Pescara 2015, in particolare col Comitato internazionale giochi del Mediterraneo, con il quale avevamo nel 2013 stretto precisi accordi”.

La draconiana spending review prevede infatti che le singole federazioni sportive mettano a disposizione gratuitamente attrezzature, dalle canoe ai cronometri passando per le porte del beach soccer.

E pure tagli alla comunicazione e alla promozione dell’evento.

Previsto il ricorso massiccio ai volontari e l’utilizzo di strutture e infrastrutture esistenti senza costruzione di nulla di nuovo.

“Certo, ora si paga un ritardo – sottolinea Del Vecchio – dobbiamo essere bravi a creare un grande evento con pochi soldi, dobbiamo correre, recuperare il tempo perduto”.

Per quanto riguarda poi la trasparenza suggerita da questa testata, Del Vecchio assicura di nuovo che “tutto dovrà essere rendicontato al Coni e all’Europa visto che si utilizzano anche fondi Fas, e i conti saranno resi pubblici”.

“TRASPARENZA SUGLI APPALTI”

“Le gare di appalto – conclude Del Vecchio – sono di evidenza pubblica. Stanno per partire quelle per i rifornimenti, e la ricettività alberghiera, i bandi sono sul sito di Pescara 2015”.

Sul sito effettivamente in un’apposita selezione è pubblicata tutta la documentazione utile per il bando, con scadenza il 4 giugno per i “Servizi alberghieri per la completa ospitalità delle delegazioni sportive in occasione della manifestazione dei Primi Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia – Pescara 2015”.

L’offerta non dovrà superare, pena l’esclusione, la cifra massima di 780 mila euro iva esclusa.

NOMI, COMPENSI E SELEZIONE DELLO STAFF

Per quanto riguarda poi l’affidamenti ai capi area, il comitato organizzatore fa sapere con una nota inviata a questa testata, che “per statuto al direttore generale compete l’indicazione dei direttori e dei responsabili di area che sono poi approvati dal Consiglio di amministrazione, sulla base dei curriculum pervenuti e dunque sulle base delle loro competenze ed esperienze pregresse in settori o eventi analoghi”.

Aggiungendo che i compensi per i capi area sono stati stabiliti in linea con la politica di risparmio dei costi stabilita dal Comitato organizzatore e risultano decisamente inferiori rispetto a budget e compensi previsti per eventi e iniziative analoghe.

I compensi variano da 6 mila a 20 mila lordi fino da febbraio a ottobre 2015 o dicembre 2015 (8-10 mesi a seconda delle aree e dei rispettivi impegni per la rendicontazione)”.

A seguire i nomi dei capi area: Barbara Briolini (Accrediti), Antonio Smerilli (Sicurezza), Barbara Di Berardino, (Bandi di Gara), Luigia Di Giulio (Corpo Collegiale), Marcello Ferroni (Impianti), Silvano Seca (Sport), Sandro Rutigliano (Trasporti), Stefano Ferranti (Accomodation), Claudio Ruffili (Rapporti Fsn Nazionali e Regionali), Massimo Di Cintio (Media), Giancarlo Alfani (Marketing), Giorgio Montano (Information Technology), Silvio Tavoletta (Volontari), Teresa D’Andreamatteo (Risorse Umane), Nadia Cutracci (Protocollo e Cerimonie), Fabrizia Graziani (Affari Esteri) Evanio Marchesani (Area Medica), Giancarlo Cicchitti (Coordinatore Anti-Doping).