L’AQUILA – “Una pessima sentenza che rispecchia il pregiudizio antiscientifico italiano”.
Così il candidato premier del movimento Fare per fermare il declino (Fid), il giornalista economico Oscar Giannino, ha commentato la sentenza di condanna della commissione Grandi rischi emessa dal tribunale dell’Aquila.
“Non mi esprimo sul titolo dei componenti, ma quello che vale è che per qualunque scienziato italiano chiamato a comporre una commissione di valutazione di rischi – ha aggiunto – se il criterio penale diventa quello della massimizzazione della cautela, allora dovrà in ogni caso, alla luce di questa sentenza, per evitare imputazioni per fattispecie gravissime del codice penale, dovrà semplicemente dire in ogni caso, invece che fare una valutazione statistica rispetto ai fenomeni, dovrà semplicemente dire ‘massimo rischio per tutti'”.
Secondo Giannino, questo “significa abolire la commissione e dire di fronte a qualunque sciame ‘uscite di casa per evitare guai perché altrimenti io mi becco un’imputazione di omicidio’. Dirlo avrebbe salvato qualche vita? – si è chiesto – Allora aboliamo la commissione Grandi Rischi, portiamo tutta la gente in strada sempre”.
“Io mi rendo conto che metterla dal punto di vista statistico può sembrare a tutti una cosa impropria. Meglio salvare una vita, quindi tutti in strada – ha poi proseguito – In questo caso, però, ripeto, chi fa numeri e scienza non serve più a niente. In questo caso dovremmo dire a tutti quelli che abitano nella zona rossa del Vesuvio ‘da domani mandiamo le ruspe’.Una via di mezzo dovrebbe essere la ragionevolezza, questa sentenza è irragionevole”.
RICOSTRUZIONE: “PER L’EMILIA SIETE RACCOMANDATI”
“Conosco i problemi dell’Aquila, si è indietro con tutto”.
Così Giannino ha parlato dei problemi della ricostruzione.
“Pensate la cosa paradossale di questa vostra situazione: per i terremotati della zona tra Emilia e Lombardia, cioè tra Mantova, Mirandola e la provincia di Modena, voi sareste i privilegiati – ha aggiunto – Loro hanno dovuto pagare l’Imu sui capannoni sfasciati delle imprese. Un Paese nel quale si dividono addirittura le popolazioni e le imprese colpite da sismi, perché si fa pensare alla gente che lo Stato ha privilegiato voi e non loro, poi basta venire qui a vedere, questo la dice lunga su come lo Stato tratta gli italiani in cambio di quello che prende”.
“Ecco, a me piace sottolineare purtroppo che il rimpallo tra colori poltici diversi tra Giunta comunale e regionale rischia di prendere più dell’attenzione dei media. Di fondo, in questo caso bisogna unirsi”, ha concluso.
”LO STATO FACCIA RINASCERE L’AQUILA”
L’Aquila, per Giannino, “deve rinascere dagli errori e dalle procedure intollerabili dello Stato che drena risorse ed è incapace di avere delle procedure amministrative distinte per ordine di gravità dei fenomeni che deve affrontare, come si vede nel sisma qui, come si vede nel sisma dell’Emilia”.
“Io penso che lo Stato sia il problema – ha concluso – Sogno un capo dello Stato che lo dica e faccia cambiare marcia ai governi. L’errore è credere che lo Stato sia un Moloch irriformabile”. (r.s.)
SCANDALO MONTE DEI PASCHI, ”INTRECCIO FONDAZIONI-POLITICA”
“Sbagliano in maniera feroce quelli che dicono che la vicenda del Mps non è una questione politica e che non riguarda il Pd», ha dichiaeato Giannino sul recente scandalo del Monte dei Paschi di Siena.
“Il problema è generale e non dovrebbe riguardare solo il Pd – ha spiegato – i signori delle fondazioni che hanno avuto un grande atteggiamento di riverenza da parte dei politici. Nella mia città, Torino, attualmente il presidente della compagnia San Paolo è l’ex sindaco Sergio Chiamparino. Quindi, questa storia per cui le fondazioni non sono la politica è una pietosa palla”.
Giannino pretende un cambiamento deciso. “Le fondazioni lascino il controllo delle banche”, ha tuonato.
“Il risultato di questa mala gestione è che il Financial Times, cioè l’Europa e i mercati europei di nuovo cominciano a sospettare del nostro sistema bancario”, ha detto.
Parole anche per la situazione generale delle banche italiane.
“C’è una sofferenza che va verso i 150 miliardi, cioè 10 punti di Pil. E questo significa solo una cosa: lo spread sui titoli tedeschi, ma siccome le banche hanno poco patrimonio, i soldi per le imprese e per le famiglie non ci saranno neanche quest’anno e l’anno prossimo”.
“RIFORMA BCE BENE, MONETA EURO PERO’ NON HA COLPE”
“Sono d’accordo sulla riforma della Banca Centrale europea. Ma non credo affatto che la soluzione sia quella di renderla una stampatrice di denaro come vuole la politica”, ha dichiarato Giannino riguardo la situazione dell’Eurozona.
“La politica – ha polemizzato – crede che esistano pasti gratis stampando moneta gratis. Siccome per chi studia e fa intermediari finanziari come me e passa la vita a insegnare agli studenti che sono delle frottole, la politica può ripeterle pensando di avere applausi, ma frottole restano: il denaro non si stampa gratis. Questo è il punto. Detto questo, ci vuole una Bce che abbia più potere di vigilanza sulle banche e la politica che unisca i mercati sottostanti”.
“O i Paesi europei capiscono che si devono unire i mercati, cioè consentire a un’unica moneta di lavorare sull’economia reale con i mercati che funzionano col principio dei vasi comunicanti, oppure i Paesi che hanno costi maggiori come il nostro – ha spiegato ancora – continueranno ad avere problemi e l’Euro salterà presto o tardi”.
Giannino ha sottolineato anche che “è giusto volere l’Euro, conviene anche a noi, il problema è semplicemente capire come si fa a stare nell’Euro”.
“Chi dà la colpa all’Euro, dimentica gli sbagli fatti dalla politica italiana in dieci anni e dimentica che in 8 anni prima dello spread l’Euro ci ha regalato tassi di interesse tedeschi, cioè ci ha regalato 700 miliardi di euro di spesa in meno per minori interessi sul debito pubblico”.
Per l’economista, “è colpa della politica, destra e sinistra che si sono alternate al governo, avere buttato fuori dalla finestra questi 700 miliardi, averli tradotti in più spesa pubblica e poi aver dovuto portare la pressione fiscale record che uccide impresa e lavoro. Ma non è colpa del lavoro, è colpa nostra”.
“MONTI MI HA DELUSO, BERLUSCONI PEGGIORE DI TUTTI”
Su monti, Giannino non ha usato giri di parole. “Nelle ultime quattro settimane Monti mi ha molto deluso. La sua agenda è priva di misure concrete e numeri precisi e soprattutto questa sua campagna elettorale lo rende un Berlusconi in sedicesimo, che dice tutto e il contrario di tutto, che attacca i comici”.
Nel chiarire che “prima della campagna elettorale ho detto ‘vediamo Monti’, il candidato premier ha sottolineato che “chi lo sta consigliando ha ottenuto l’effetto di ridare punti a Berlusconi, che in questa arte batte tutti, e soprattutto di far perdere credibilità a questa sua nuova offerta politica”.
“Ho fatto un conto: sui 32 – 33 senatori, se loro vanno così bene come dicono, e io non credo, che sarebbero eletti, solo 8 sarebbero non politici. Quindi alla fine sarà Casini decisivo al Senato. Però – ha spiegato ancora Giannino – se uno sceglie Casini e Fini non si può lamentare”. In riferimento a Berlusconi, Giannino ha spiegato che “fino a tre mesi fa avrei detto che Berlusconi è il peggio di tutti e lo confermo”.
“Mi dispiace che Bersani abbia adottato delle regole alle primarie per fregare Renzi, perché Renzi avrebbe cambiato il segno alle politiche, e avrebbe portato alla Terza Repubblica”, ha quindi affermato.
“Renzi avrebbe avuto un allineamento di alleati che avrebbe veramente cambiato queste elezioni – ha continuato -. Invece, hanno scelto il passato, hanno commesso un grave errore, e adesso si ritrovano in una campagna elettorale da seconda Repubblica in cui hanno paura di perdere contro Berlusconi redivivo, ma l’hanno voluto loro”.





