L’AQUILA – “Ribadisco la mia preoccupazione che per un territorio così provato non si pongano al vertice temi della prevenzione e pianificazione per le emergenze ambientali”.
È questo il grido d’allarme del capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, presente oggi all’Aquila nell’ambito del festival dell’Acqua, in particolare alla tavola rotonda dal titolo “Modalità e criteri per l’organizzazione dell’emergenza”, che ad AbruzzoWeb spiega quale sia, secondo lui, l’errata visione che si ha in generale del dipartimento della presidenza del Consiglio di cui è a capo.
“Serve un’alfabetizzazione sui temi della Protezione civile – spiega – Deve essere ben chiaro che non esiste una struttura nazionale che ‘vede e provvede’ ma esistono diversi livelli di responsabilità che partono dal territorio e solo in seguito coinvolgono gli enti più estesi”.
Riguardo una possibile esercitazione nel capoluogo abruzzese, di cui si parla ormai da 4 anni e mezzo senza costrutto, il prefetto spiega che queste iniziative “potrebbero essere organizzate a livello comunale, provinciale e nazionale e questi tre livelli devono dialogare. Noi daremo tutto il supporto necessario come facciamo per tutta l’Italia”.
Una ‘prova di dialogo’ dopo l’ultimo caso, sollevato proprio questo giornale, che ha denunciato l’assenza dell’Aquila dalle città selezionate nell’ambito di una manifestazione nazionale sul rischio sismico. L’esclusione, si è scoperto poi, è nata da una svista che ha portato il vice sindaco Roberto Riga a riconsegnare al sindaco Massimo Cialente la delega specifica al ramo, dopo un’infuocata lettera dello stesso Gabrielli ad AbruzzoWeb.
È importante non dimenticare mai, infatti, che “la Protezione civile è una funzione che viene esercitata da più soggetti in un rapporto sistemico. La prima cosa che ogni cittadino dovrebbe chiedersi – sottolinea Gabrielli – è cosa succede nel proprio comune e se ci sono dei gruppi di volontari in grado di affrontare, i temi e i rischi che si corrono”.
In conclusione Gabrielli riserva un plauso particolare alla Gran Sasso Acqua, uno degli organizzatori dell’evento, “una società che ha funzionato molto bene nelle fasi dopo l’emergenza e che sta funzionando tutt’ora. Un modo virtuoso di risposta alla vicenda così complicata come il terremoto”.






