L’AQUILA – “Dopo oltre un mese trascorso dall’incontro fra la presidenza Camerale e le Associazioni di Categoria che la compongono tutto tace quindi la presa di posizione di Confindustria, che giunge tardiva di qualche anno, è comunque bene accetta e condivisibile”.
Così, in una nota, il segretario generale di Apindustria Massimiliano Mari Fiamma, che spiega: “Nell’incontro del 3 aprile scorso si stabilì di affrontare la ritrosia dimostrata dal versante teramano a proseguire con la fusione delle due Camere, chiedendo agli attori di entrambi i territori di procedere ad un incontro collegiale prima di convocare un apposito Consiglio”.
“L’incontro – osserva Mari Fiamma – sarebbe stato utile per capire le ragioni del passo indietro, chiesto ora direttamente alla Regione dal presidente Gloriano Lanciotti, prima di procedere ad una delibera ufficiale anche della Camera di Commercio aquilana. Il mandato di procedere alla convocazione in tempi rapidi, affidato al presidente Lorenzo Santilli, non solo non ha prodotto alcun risultato ma, come spesso accaduto in questi anni, sembra essere scivolato nell’oblio delle segrete stanze di Bazzano”.
“Va comunque ribadito – continua – che non esiste la possibilità di ‘bloccare il processo di fusione’ dato che, di fatto, questa è già legalmente avvenuta, e che, di conseguenza, le prese di posizione della Cciaa di Teramo sembrano più strumentali che concrete, si potrebbe semmai procedere alla elezione dei componenti gli organi statutari e poi affrontare una procedura inversa che però non avrebbe tempi molto rapidi”.
“In tutto questo la posizione del vertice della Camera dell’Aquila resta come al solito un ectoplasma in attesa di eventi – incalza Mari Fiamma -, abbandonato al fato invece che ad atti e iniziative più consone ad un Ente di rappresentanza del mondo produttivo nella speranza di un intervento ministeriale risolutivo. Ci preme ricordare a questo punto che l’attuale Presidenza, artefice anche di una criticatissima fase pre-fusione, è stata il frutto di una votazione di maggioranza con un solo voto contrario, il nostro, e si è caratterizzata per molte disfunzioni, diversi personalismi e gravi mancanze statutarie che, nel tempo, abbiamo sempre e costantemente denunciato solo noi, nel più totale isolamento”.
“Proprio per questo, pochi giorni fa – prosegue -, la Confcommercio, azionista di maggioranza di questa gestione, si è sperticata in elogi autocelebrativi del proprio rappresentante Lorenzo Santilli senza che si sia registrato una sola eco di condivisione da qualcun altro, un segno eloquente del malumore serpeggiante nei corridoi camerali”.
“Ben venga quindi l’allargamento del fronte di dissenso nei confronti di questa gestione ma chiediamo a Confindustria di staccare la spina dimettendosi dalla Giunta di Presidenza della quale essa fa parte dal primo momento”, conclude Mari Fiamma.





