AVEZZANO – Affida la sua difesa a Facebook Giulio Di Pangrazio, figlio del sindaco di Avezzano (L’Aquila) Giovanni, al centro di un polverone mediatico dopo aver provocato un incidente alle 5 di domenica mattina, quando con il suo suv è piombato addosso ad una Matiz ferendone il conducente.
“Adesso parlo io” esordisce nel post sulla sua pagina del popolare social network.
“Dopo l’incidente – racconta – sono subito sceso dalla mia auto e mi sono accinto a vedere in che condizioni fosse l’altro malcapitato. Appena constatato che il ragazzo fosse in stato di shock ma non assolutamente in pericolo di vita e continuasse a chiedermi cosa fosse successo ho prontamente provveduto, insieme ad uno dei passanti, a chiamare i soccorsi”.
“Essendo anche io in stato confusionale e molto agitato, per maggiore sicurezza, ho chiamato un mio amico che subito si è recato sul luogo, permettendomi dopo oltre mezz’ora in cui ero rimasto sul posto, di contattare i carabinieri e tornare a casa”.
“Ho denunciato l’accaduto, prendendomi completamente la responsabilità” precisa il 29enne.
E poi, contrariamente a quanto appreso, precisa: “Non sono stato assolutamente accusato di omissione di soccorso, dato che sono rimasto, con il ragazzo che era con me in macchina, per più di mezz’ora sul luogo dell’incidente”.
“Inoltre, non è vero che sono stato rintracciato, ma ho denunciato spontaneamente l’accaduto ai carabinieri”.
“Anche i testimoni avvalorano la mia ricostruzione!”.
Di Pangrazio junior racconta anche di essere “andato ieri in ospedale a trovare il ragazzo con cui ho sbattuto, con il quale ho avuto rapporti cordialissimi”.
L’incidente, all’alba di domenica su Corso della Libertà, ha causato diverse ferite tra cui la rottura di alcune costole e una prognosi che supera i 30 giorni a L.F., marsicano di 35 anni. Sulla sua auto, una Matiz, è piombata la Land Rover Evoque guidata dal figlio del sindaco.
Secondo la ricostruzione, Di Pangrazio procedeva in via Monsignor Bagnoli quando si è scontrato con l’altra auto che saliva su Corso della Libertà.
Sul posto i carabinieri e per i rilievi e anche una pattuglia del nucleo radiomobile, coordinata dal maresciallo Sandro Di Sotto. Le indagini sono passate nelle mani dei carabinieri della stazione di Avezzano, al comando del luogotenente Bruno Tarantini.






