L’AQUILA – “Intendo rassicurare i commercianti e i consumatori, non ci sono problemi a vendere e acquistare frutta e verdura ai bordi della strada, come invece è stato fatto passare dalla stampa nazionale”.
Lo assicura ad AbruzzoWeb il direttore regionale di Confcommercio, Celso Cioni, contraddicendo i recenti allarmismi che hanno portato a un clima di proteste tra i consumatori e soprattutto i venditori.
“Si sta facendo confusione, è una materia delicata e complessa – spiega Cioni – nata dal fatto che un commerciante ha venduto merce avariata. Sicuramente questa persona è stata poco corretta ed è giusto dire che le cose vanno gestite in un determinato modo ma da qui ad affermare che non si possono più vendere prodotti agricoli all’aperto mi pare un’esagerazione oltre che una negazione in termini dato che la stessa frutta nasce sugli alberi e quindi all’aria aperta”.
“Bisogna sempre rispettare le norme igienico sanitarie – prosegue – ed è giusto che i commercianti siano sempre vigili e attenti ai prodotti che vendono, ma allo stesso tempo si dovrebbero anche evitare allarmismi inutili”.
Numerosi organi di stampa avevano infatti riportato con grande evidenza la sostanza della sentenza della III sezione penale della Suprema Corte di Cassazione (numero 6108 del 10 febbraio 2014) relativa alla possibilità di esporre in vendita all’aperto delle cassette di verdura, a contatto con agenti atmosferici e gas di scarico dei veicoli in transito, titolandone lo stop alla vendita.
I commercianti sorpresi a esporre sulla strada le cassette con questi alimenti, riportavano i media nazionali, rischiano una condanna penale, punita con l’ammenda, per violazione della legge 283/1962, in materia di “disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande”.
La causa scatenante di tutto ciò, la condanna alla pena dell’ammenda inflitta dal tribunale di Nola a un uomo “per aver detenuto per la vendita di tre cassette di verdure di vario tipo in cattivo stato di conservazione” a Pomigliano D’Arco.
“Tale sentenza – ha affermato il segretario generale della Federazione Italiana dei Venditori Ambulanti, Armando Zelli – solleva non pochi dubbi in merito alle conclusioni cui giunge. Ritenere che si possa integrare la fattispecie di reato per la mera esposizione all’aperto delle cassette, prescindendo da qualsiasi analisi concreta dell’effettivo stato di conservazione dei prodotti alimentari, e omettendo qualunque altro criterio di valutazione (temperatura, concentrazione degli inquinanti, ecc.) non può essere infatti condivisibile né accettabile”.



