L’AQUILA – Prima udienza interlocutoria ma importante sotto l’aspetto risarcitorio in Corte di assise all’Aquila nel processo a carico di Davide Lanciani accusato di omicidio volontario per aver ucciso, investendolo con l’auto, nel quartiere di Pettino, il fratello Stefano, fatto avvenuto il 25 marzo del 2025. Il processo è stato aggiornato al 6 luglio per l’audizione di circa 20 testimoni.

L’udienza è servita alle parti civili, assistite dall’avvocato Luca Silvestri, per ottenere la citazione dell’assicurazione della macchina adoperata per commettere l’omicidio. La cifra in ballo si aggira sui 700mila euro.

Nell’udienza del prossimo sei luglio sarà presente l’imputato come ha chiesto il presidente della Corte di assise, Giuseppe Romano Gargarella, o almeno dovrà essere assicurato un collegamento video dal carcere. Secondo quanto riferito dal difensore dell’imputato, il legale Francesco Valentini, il processo potrebbe concludersi il 9  novembre. Ci saranno le richieste della Procura, con possibilità che venga invocato l’ergastolo date le molteplici aggravanti, e la camera di consiglio.

Questa la dinamica di un episodio che ha sconvolto la città per la sua brutalità. I due fratelli stavano percorrendo la strada fra Pettino e Santa Barbara alla guida delle loro rispettive auto, quando Davide ha speronato quella guidata da Stefano(nella foto). Una volta scesi, l’imputato ha colpito il fratello con una martellata alla testa. Poi è salito in macchina per investirlo più volte, anche in retromarcia.

L’intervento di due finanzieri, che erano lì per caso, è servito a bloccare l’assassino poi consegnato ai carabinieri. Nella sua auto sono stati trovati, oltre al martello, anche una taglierina e un coltello. Di lì la premeditazione.

Vane le cure per  Stefano Lanciani poi spirato in ospedale. Lanciani era molto noto in città visto che era uno stimato docente dell’Istituto “Amedeo d’Aosta”.

Decisivi, come prove, i video della durata di otto minuti girati dal telefonino del conducente di una terza auto rimasta coinvolta nel tamponamento. Ma ci sono anche delle altre testimonianze inequivocabili.