CAMPOBASSO – Storica visita di Papa Francesco in Molise, davanti a 4 mila abruzzesi accorsi per salutare il pontefice argentino.
Oltre 150 mila sono stati i fedeli a Campobasso, 50 mila da Isernia, più di 20 mila da Castelpetroso per incontrare lavoratori, poveri, insomma, una popolazione che lo ha accolto con gioia.
E davanti a un pubblico così folto ed entusiasta, Bergoglio ha lanciato un messaggio forte, alla sua maniera.
“Si tratta di conciliare i tempi del lavoro con i tempi della famiglia”, ha detto Francesco nel discorso all’Università del Molise incontrando il mondo del lavoro e dell’industria.
Il Papa ha definito questo un punto “critico”, che “ci permette di discernere, di valutare la qualità umana del sistema economico in cui ci troviamo”.
“La domenica libera dal lavoro, eccettuati i servizi necessari, sta ad affermare che la priorità non è all’economico, ma all’umano”, ha proseguito.
“Forse è giunto il momento di domandarci se quella di lavorare alla domenica è una vera libertà”, ha rincarato ancora.
“Oggi vorrei unire la mia voce a quella di tanti lavoratori e imprenditori di questo territorio nel chiedere che possa attuarsi anche qui un ‘patto per il lavoro’ – ha spiegato Francesco – Non avere lavoro non è solo non avere il necessario per vivere: no, noi possiamo mangiare tutti i giorni, andare alla Caritas o altre associazioni.Il problema è non portare il pane a casa, questo toglie la dignità”.
“Il problema più grave non è la fame, è la dignità: dobbiamo difenderla e la dà il lavoro – ha sostenuto – Questa è una delle più grandi sfide della nostra epoca: convertirci ad uno sviluppo che sappia rispettare il creato”.
“Io vedo l’America, che è la mia patria – ha proseguito ‘a braccio’ -: tante foreste spogliate, che diventano terra che non si può coltivare, che non può dare vita”.
“Per un contadino restare sulla terra non è rimanere fisso: è un dialogo fecondo, creativo” ha sottolineato Francesco. “Il dialogo di un uomo con la sua terra la fa fiorire, la rende feconda. E questo è importante”, ha aggiunto.
“Se non cerchiamo di rompere gli schemi non andremo avanti.Bisogna essere creativi sul futuro” ha spiegato il papa con riferimento a una sua stessa frase, ricordata dal rettore Gianmaria Palmieri, su “Dio che rompe gli schemi”. Francesco, nel suo discorso, ha sottolineato anche “l’importanza della ricerca e della formazione anche per rispondere alle nuove complesse domande che l’attuale crisi economica pone, sul piano locale, nazionale e internazionale”.
La disoccupazione è “una piaga che richiede ogni sforzo e tanto coraggio da parte di tutti”, ha ammonito il Papa nella messa a Campobasso.
“Quella del lavoro è una sfida che interpella in modo particolare la responsabilità delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e finanziario”, ha osservato invitando a “porre al centro” la dignità umana.
“Il Signore ci libera da ambizioni e rivalità, che minano l’unità e la comunione. Ci libera dalla sfiducia, dalla tristezza, dalla paura, dal vuoto interiore, dall’isolamento, dai rimpianti, dalle lamentele” ha anche rilevato Francesco nell’omelia.
“Anche nelle nostre comunità infatti – ha aggiunto – non mancano atteggiamenti negativi, che rendono le persone autoreferenziali, preoccupate più di difendersi che di donarsi. Ma Cristo ci libera da questo grigiore esistenziale”.





