FRANCAVILLA AL MARE – Non è la prima volta che il sindaco di Francavilla (Chieti), Antonio Luciani, si rivolge alla città con messaggi diretti. Lo ha fatto in passato in momenti di difficoltà e lo ha fatto anche questa volta, nel bel mezzo della contestazione per la decisione di abbattere i tigli in viale Nettuno.

Il primo cittadino non rinnega in alcun modo la decisione, sebbene ammetta qualche errore dal punto di vista della comunicazione. Luciani infatti dice di aver sbagliato nell’aver lasciato veicolare il progetto alla città solo dal comitato che era contrario al taglio degli alberi, senza fare un incontro pubblico in merito, e nell’aver lasciato passare l’idea che la tesi del comitato fosse quella dell’intera città e non solo di alcuni residenti che hanno alzato la voce e contestato, a differenza di una massa che non ha espresso con uguale clamore la propria opinione. 

Questi i passi della lettera in cui parla dell’errore: “Ho sbagliato, lo ammetto, tutto ciò è accaduto perché tendenzialmente confido sempre nella buona fede e nell’onestà intellettuale degli interlocutori. Si sono svolti tantissimi incontri e sopralluoghi sull’argomento tigli, oltre ad aver interpellato agronomi di vivai importanti della zona per avere più di un’opinione sull’argomento. Si è pensato perfino di estirparli per ripiantarli al Parco Arenazze ma la diffusione selvaggia delle radici avrebbe distrutto i sottoservizi. Così come la diffusione selvaggia delle radici ha reso impraticabili i marciapiedi di viale Nettuno, creato ingenti danni al patrimonio pubblico e privato e costretto il Comune ad affrontare decine e decine di richieste di risarcimento danni”.
 
“Ho sbagliato, ripeto, perché avrei dovuto presentare, in un incontro pubblico, il progetto alla città e non far veicolare il progetto stesso al Comitato con il quale ho avuto molti incontri e che ora si assurge al ruolo di portavoce della città. L’idea del comitato rappresenta l’idea di alcuni cittadini, non della città. Non c’è alcun cittadino che vale più di un altro cittadino solo perché urla di più o perché accusa, offende, millanta”.

“Sono stato accusato – continua il sindaco – di alzare muri, inquinare pozzi, creare divisioni e tanto altro dalle solite persone che si definiscono movimento civico e che in questi giorni mi hanno definito ‘buffone’, ‘pagliaccio’, ‘bugiardo’, ‘assassino’, ‘superficiale’, ‘bullo’. Mi hanno perfino definito ‘vigliacco’ raccontando di non recarmi in viale Nettuno per paura”.

Luciani fa riferimento anche alla singolare protesta della “mailbombing” indirizzata verso il suo indirizzo mail, che gli ha intasato la casella di posta elettronica. L’intento del sindaco nel toccare questo argomento, però, è quello di ridimensionare il fenomeno: “Ho ricevuto una cinquantina di e-mail quasi tutte con lo stesso testo e invece raccontano che mi hanno subissato di e-mail”.

“Se un cittadino – continua – sostiene la mia azione amministrativa o è un mio amico o un lacchè solo perché ha un’idea diversa dal Comitato. Se un consigliere regionale sostiene l’autonomia decisionale del Comune viene definito incursore mentre coloro che hanno fatto la sfilato demagogica davanti al tavolino sono profondamente ecologisti. Se provo, in qualche modo, a difendere le mie posizioni sono affetto da delirio di onnipotenza mentre se un Comitato crede di rappresentare la città è assolutamente obiettivo. Mai tanto odio, mai tanta denigrazione, in passato, verso chi ha portato avanti la cosiddetta ‘Francavillizzazione’, dando il via libera a opere che hanno completamente deturpato la nostra città”.

Secondo il sindaco, la maggioranza dei francavillesi è con lui: “La stragrande maggioranza dei cittadini ci incoraggia a non mollare. A non cedere a questo modo di agire, perché Francavilla si è spenta lentamente per la ricerca del consenso a tutti i costi di chi l’ha governata in precedenza e non ha voluto assumere decisioni complicate come questa. E’ facile ostruire, osteggiare, fermare le cose e non suggerire soluzioni. Soluzioni reali e fattibili. Non posso assumermi dinanzi alla città la responsabilità di un’opera pubblica che tra tre anni risulterebbe di nuovo rovinata. Inoltre, quando si amministra bisogna prendersi delle responsabilità per il presente e per il futuro perché esiste la memoria delle cose e noi cercheremo di fare il meglio per Francavilla. Noi non saremo coloro che creeranno i problemi pensando poi di risolverli in futuro, facendo parte di un comitato”.

Luciani tocca anche un altro argomento spinoso, il progetto della demolizione di palazzo Sirena, che gli è valso l’appellativo di “demolition man”: “La nostra è una democrazia rappresentativa che tiene conto delle opinioni di tutti anche dei moltissimi che la esprimono sommessamente per non essere insultati. Chi rappresenta la maggioranza dei cittadini, votato con le regole democratiche, assume le decisioni ponendosi poi al giudizio dei cittadini al tempo debito. Sarebbe semplice fare il braccio di ferro dei numeri visto che anche sul progetto Sirena ieri si è tenuta un’assemblea alla quale ho partecipato ed erano presenti una cinquantina di persone”.

“Io continuerò a lavorare in coscienza – conclude – insieme alla Giunta che opera ogni giorno al mio fianco, insieme ai consiglieri comunali che sostengono scelte difficili per ricondurre il nostro Comune al livello che merita. Rispetterò sempre tutti i cittadini ma non ritengo chi urla di più portatore della verità assoluta. In futuro, qualsiasi progetto importante che riguardi la città verrà presentato in assemblea pubblica, evitando così che altri siano portavoce non veritieri delle fasi di studio ed attuazione dei progetti stessi”. (ar.ia.)