FRANCAVILA AL MARE – La volontà di ritirare le proprie dimissioni, il sindaco di Francavilla (Chieti) Antonio Luciani l’aveva dimostrata già all’indomani della riunione di lunedì scorso, quando si è visto che una maggioranza, seppure molto risicata, c’era ancora. L’ufficialità, però, è arrivata solo con la conferenza stampa di questa mattina.
Dei tre consiglieri comunali del Partito democratico che non avevano voluto votare la delibera urbanistica ex Mencarelli, quella su cui la maggioranza è andata sotto e che ha provocato l’ira del sindaco fino alle dimissioni, due, Donato La Barba e Stefano Di Renzo, sono stati cacciati dal partito e uno, Lorenzo Pirozzi, è tornato in seno alla maggioranza.
Il conteggio finale vuole nove consiglieri di maggioranza, sindaco compreso, e otto di minoranza. Insomma, da adesso in poi, per la coalizione che sostiene Antonio Luciani non ci sono più prove d’appello: o si procede in maniera assolutamente unita e compatta oppure si riapre la crisi al Comune.
“I tantissimi attestati di stima che ho ricevuto dai miei concittadini mi hanno fatto riflettere e motivato a restare al mio posto”, ha detto Luciani che, a conferma del fatto che le sue non sono state “dimissioni finte”, ha raccontato che credeva che quelle depositate presso la segreteria del Comune fossero irrevocabili.
“Ho sentito parlare di sindaci che si dimettono e poi ci ripensano – spiega – ma non credevo che, una volta formalmente consegnate le dimissioni alla segreteria generale, si potesse tornare indietro”.
Al suo fianco, questa mattina, ancora una volta i rappresentanti delle forze politiche che lo sostengono, Pd, Idv e lista Futura, che hanno fatto subito quadrato attorno al primo cittadino.
Era presente anche il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, che si dice soddisfatto dell’operato del suo partito, in città rappresentato da Edoardo Viani, che si è mossa in maniera rapida nel prendere decisioni.
“Non si poteva tirare per le lunghe una questione così importante per Francavilla – ha detto infatti Paolucci – abbiamo dimostrato di saper decidere in fretta quando serve”.
Cacciati Di Renzo e La Barba, il Pd ha provveduto anche ad eleggere un nuovo capogruppo consiliare che prendesse il posto di Di Renzo. La scelta è caduta sulla consigliera Tina Di Girolamo, persona questa volta, a differenza di Di Renzo, molto più organica alla vita di partito.
Sui prossimi consigli comunali Paolucci si dice tranquillo: “Per adesso siamo 9 sicuri, ma sono certo che di volta in volta saremo di più”. Non sono esclusi, dunque, aiuti dalle file opposte, anche se il consigliere di minoranza Massimo Nunziato ha fatto sapere di non essere interessato a discorsi di questo tipo, mentre più possibilista è stato il collega Carmine Cappelletti. Gli altri non sono neanche in discussione.
Sulla Di Girolamo il sindaco ha raccontato un aneddoto: “Essendo io persona moderata – ha dichiarato – qualcuno mi aveva detto che mi sarei trovato male con gli elementi un po’ più radicali del partito e mi avevano messo in guarda proprio dalla Di Girolamo”.
“E invece – ha continuato il sindaco – i dieci mesi che abbiamo trascorso insieme al Comune me l’hanno fatta conoscere meglio e apprezzare moltissimo. Con lei ho inaugurato una fortissima collaborazione fatta anche di dibattiti serrati ma sempre costruttivi”.
Quanto alla delibera per la riqualificazione dell’area ex Mencarelli, il sindaco assicura che verrà riproposta subito, nel primo consiglio utile, e che a fine mese si terrà un’assemblea pubblica in cui si tornerà a parlare di questa delibera e di quanto successo in questo primo infuocato scorcio d’aprile. (ar.ia.)






