L’AQUILA – Sfiorare con la macchina fotografica una città ormai divenuta inaccessibile, percorrendo tutti quei luoghi in cui, per gli aquilani, è facile perdersi tra ricordi ed emozioni e, al contempo, continuare ad amarla cercando di prendere ancora confidenza con lei e con il suo nuovo aspetto, nonostante il silenzio dei vicoli bui e delle sue piazze deserte.

Questo l’intento della mostra fotografica, ideata dal fotografo aquilano Roberto Grillo e dalla collega romana Laura Muccilli e curata dalla critica d’arte Chiara StrozzieriIl Giusto e l’Errore. Una Città, due fotografi.

Inserita nel programma della 720ª Perdonanza Celestiniana, la mostra prenderà ufficialmente il via il 22 agosto alle 18 e sarà aperta al pubblico fino al 29, presso la significativa location di palazzetto dei Nobili, nel cuore dello stesso centro storico terremotato del capoluogo.

“Una mostra diversa dal solito – ha spiegato la Strozzieri in occasione dell’incontro con la stampa di presentazione dell’evento – Una vera e propria immersione tra le macerie che, se da un lato vengono colte nei loro minimi dettagli con l’intenzione di dare un senso estetico e oggettivo alla città, rendendola quindi quasi irriconoscibile, dall’altro acquisiscono la valenza di vere e proprie realtà parallele, dove rifugiarsi cercando di offuscare tutto il dolore di chi il terremoto lo ha vissuto e continua viverlo”.

Doppia intenzione che, a detta della stessa curatrice “si evince dallo stesso titolo della mostra” e che, attraverso gli scatti dei due ideatori, diventa vera e propria contrapposizione tra la realtà delle fotografie più tradizionali e rispettose delle regole classiche dell’estetica della Muccilli e le immagini “miopizzate” e pregne di significato realizzate invece da Grillo.

“Si tratta di un accostamento audace volto a dare due chiavi di lettura differenti – ha  precisato Grillo – Il mio punto di vista è quello di un aquilano da sempre immerso nel dolore e nella rabbia per il terremoto e che, quindi, non riesce a vedere le macerie obiettivamente, distorcendo e, quindi, sfocando le stesse immagini che ha di esse”.

Indicativo, in questo senso, anche l’utilizzo della stessa miopizzazione, la tecnica inventata dall’ artista aquilano e quindi unica al mondo che, avvalendosi di lenti, appunto, miopizzate, fa apparire gli oggetti più sfocati e più piccoli del reale, portando in un primo momento lo spettatore a sforzarsi per mettere a fuoco le immagini, salvo poi avvertire un misto di frustrazione e tensione più concettuale nei confronti delle figure.

“Non è un caso che abbia scelto la Muccilli per questo lavoro – conclude Grillo – Avrei potuto chiedere a tanti fotografi aquilani che, come me il terremoto lo hanno vissuto dall’inizio, di accompagnarmi in questo viaggio. Stavolta però avevo bisogno di qualcuno che guardasse al centro storico con oggettività e, in effetti, lei è stata l’unica in grado di cogliere nuove chiavi di lettura che io stesso, in tutti questi anni, non ero assolutamente stato in grado di percepire”.