FOSSA – Il mese prossimo circa 25 archeologi provenienti da tutto il Paese si ritroveranno a Fossa (L’Aquila) per riprendere gli scavi nella necropoli vestina.

La campagna è la terza, in ordine di tempo, dopo quelle che si sono svolte lo scorso e nel 2019, a seguito dell’accordo triennale del Comune di Fossa con il ministero e la Soprintendenza. A finanziarla, per un importo di 20mila euro, lo stesso Comune.

Come si legge sul quotidiano Il Centro, la campagna sarà svolta con gli archeologi delle Università dell’Aquila, Milano, Siena, Chieti, Roma, ma anche con professionalità provenienti dall’estero. A dirigere gli scavi, il docente aquilano di Archeologia, Matteo Milletti. Parteciperà inoltre alle operazioni anche l’archeologo Vincenzo D’Ercole.

L’area che verrà indagata sarà più estesa rispetto alle precedenti e la speranza è quella di rinvenire nuove tombe a camera, del tipo della 520, simile a quella in cui ormai 21 anni fa lo stesso D’Ercole trovò il famoso letto funebre con una struttura in osso e avorio.

Secondo quanto riferito dal sindaco di Fossa, Fabrizio Boccabella, l’obiettivo è quello di trasformare la necropoli in un parco, con una scuola di Archeologia, un museo e depositi di reperti all’interno dell’attuale magazzino del Comune. Per questo sono stati chiesti 900mila euro di fondi Restart, oltre che un contributo alla Fondazione Carispaq, ma è ancora presto per sapere se quest’ultimo verrà erogato.