L’AQUILA – Resta al suo posto, nonostante il rincorrersi di voci, pure confermate da ambienti romani, e il commissariamento di svariate regioni, il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano.
Eppure a palazzo Grazioli arrivano numerose sollecitazioni. “Ho detto al presidente Silvio Berlusconi di controllare e vigilare perché in Abruzzo non funziona niente, si litiga troppo. Solo con il commissariamento si possono rimettere a posto le cose”.
Così ad AbruzzoWeb il senatore Antonio Razzi, che torna a lanciare strali sull’ex presidente del Consiglio regionale e non risparmia neanche l’ex governatore, Gianni Chiodi.
“Non va, l’Abruzzo non va…”, ripete come un mantra il parlamentare eletto la prima volta dagli italiani all’estero e oggi espressione del collegio abruzzese.
“Non si combina niente, non si sa nemmeno dove si deve andare, con chi, in quale ufficio. Molti – racconta – chiedono di incontrarmi e io li ricevo al bar Carducci”.
La guerra nel partito, già fratricida, si va inasprendo in vista della composizione delle liste per le future elezioni politiche. Soprattutto dopo l’alleanza tra Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni che prefigura un listone nel quale gli azzurri, rispecchiando gli attuali rapporti di forza tra i partiti dei tre leader, potrebbero avere una rappresentanza inferiore al 35%.
E infatti, svela Razzi, Pagano “non parla con i senatori abruzzesi ma va a leccare il c…o ad altri parlamentari per garantirsi la poltrona!”.
“Sono uno contro tutti – aggiunge infastidito, ma quasi sull’orlo della rassegnazione – si vede che c’è un boicottaggio da parte di tutti, siamo all’uno contro tutti, tutti contro uno”.
Il senatore di Giuliano Teatino (Chieti), trapiantato in Svizzera, spara nel mucchio: “Ce l’hanno con me anche perché sono invidiosi, gelosi, gli fa male il fegato, si devono curare”. E rilancia contro i corregionali che lo ignorano. “Non mi invitano, se lo fanno è a mezza bocca. Mi invitano sperando che non vada!”.
“Non mi dicono niente ma so tutto – aggiunge – anche che a Francavilla, Lanciano e Vasto stanno litigando per le prossime elezioni amministrative”.
Secondo il parlamentare più imitato da Maurizio Crozza, in Abruzzo urge la defenestrazione di Pagano: “Se la famiglia non si tiene non sta insieme niente, questi stanno solo a litigare, come fa un cittadino ad andare a votare? – si domanda – Il cittadino dirà ‘andatevene a lavorare'”.
“Oggi è finita la Prima Repubblica, i cittadini vogliono stare a contatto con il politico – argomenta ancora Razzi – c’è un altro sistema rispetto al passato, non puoi stare lontano dalla gente, devi sentire anche quando ti mandano all’altro paese, se non hai mai fatto niente!”.
“Pagano? Non si fa sentire – dice poi sul suo bersaglio – l’ho sentito l’ultima volta forse un mese fa, gli altri parlamentari mi chiedono perché vada da loro invece di andare d’accordo con gli abruzzesi. Ma lui va a rompere le scatole ad altri”.
Razzi ribadisce che è comunque esclusa qualsiasi possibilità che sia lui a prendere il posto del coordinatore regionale. “Quando c’era questa voce tutti tremavano, ma io non lo faccio neanche se mi danno un milione!”.
Non risparmia dalla mitragliata neanche l’ex presidente della Regione. “In Abruzzo non ha lasciato niente – dice senza mezzi termini – Se difende Pagano è solo perché è stato lui a volerlo, deve salvarlo altrimenti sarebbe un’ammissione di colpa per se stesso”.
“Chiodi è in Consiglio regionale perché era candidato presidente, ma non so neanche se altrimenti sarebbe stato eletto come consigliere”, chiosa infine.





