AVEZZANO – Nella Forza Italia abruzzese, in cui si attende la resa dei conti tra le sue rissose anime, rimandata a dopo il ballottaggio delle elezioni comunali di Chieti, c’è anche chi fa le valigie e vola oltralpe in Francia, per partecipare al congresso fondativo del nuovo movimento politico “Les Républicains“.

Una svolta epocale, che potrebbe anticipare quella che Silvio Berlusconi compiere a breve in Italia.

È il caso di Luigi Sigismondi, giovane ex presidente del Consiglio comunale di Avezzano (L’Aquila) nonché ex capogruppo di Forza Italia nella stessa assemblea, già tesoriere e amministratore del partito dal 2002 al 2012, e ancora ex assistente parlamentare, tra gli altri, di Paolo Tancredi, oggi parlamentare del Nuovo centro destra.

Approfittando di un periodo di formazione politica a Parigi, Sigismondi era in prima fila ad assistere in prima persona alla svolta sancita sabato 30 maggio da Nicolas Sarkozy, ex premier francese, che ha sciolto la vecchio Union pour un mouvement populaire (Ump) di Jacques Chirac e Alain Juppé per creare un nuovo polo dei moderati.

Altri abruzzesi non c’erano a Parigi, ma basta navigare sul profilo Facebook di Sigismondi, per constatare l’entusiasmo che riscuote il progetto costituente dei Repubblicani, da parte dei giovani del partito.

Progetto che equivale, invece, a una campana a morte per tanti colonnelli ed esponenti della vecchia guardia, anche in Abruzzo.

 “Una grande partecipazione di giovani – commenta sul social Sigismondi – il rispetto nei confronti della stampa con i giornalisti accomodati nelle primissime file con strumenti di lavoro, e una buona organizzazione nell’accoglienza. Infine, come potevo immaginare, un grande patriottismo, tipico della Francia”.

Una scelta, quella di Sarkozy, dettata dall’esigenza di rinnovare il centrodestra e creare un nuovo polo dei moderati, sul modello dei repubblicani statunitensi, e che potrebbe anticipare l’ultimo colpo di teatro politico di Berlusconi, stufo della sua Forza Italia, lacerata da dissidi e personalismi, e obbligato a contrapporre una proposta politica credibile e competitiva in primis alla Lega Nord di Matteo Salvini, in forte crescita, importando il medesimo schema di Sarkozy.

L’ex presidente francese nelle primarie previste per il 2016 in vista del voto delle elezioni presidenziali del 2017 dovrà vedersela con la destra radicale ed antieuropeista del Fronte nazionale di Marine Lepen.

La nascita in Italia del Partito Repubblicano significherebbe però, in Abruzzo come in altri territori, la rottamazione di buona parte della vecchia classe dirigente e l’azzeramento di tutte le cariche, a cominciare da quella oggi ricoperta da Nazario Pagano, attuale presidente regionale di Fi, osteggiato dall’area degli ex Alleanza nazionale di Forza Italia che ha come punti di riferimento il parlamentare Fabrizio Di Stefano e i consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri.

Accusato di aver nominato nuovi coordinatori-commissari provinciali senza il placet di Roma, e poi di aver puntato dritto alla nomina, non ancora ufficializzate, di vice coordinatori provinciali, figure non previste dallo Statuto e che, perciò, difficilmente potranno essere ratificate dal livello nazionale.

La certezza, suffragata da numerose uscite pubbliche di Berlusconi, è che lo scioglimento di Forza Italia non sarà sono un’operazione di facciata, o di scelta grafica del simbolo, ma segnerà anche un profondo rinnovamento dell’organigramma del partito, e della scelta dei candidati delle prossime scadenze elettorali.

Con tanti vecchi galli che continuano a beccarsi, destinati a ritrovarsi senza più pollaio, becchime e galline. Filippo Tronca