TERAMO – “Il presidente regionale di Forza Italia è Nazario Pagano. Non soltanto non nutro alcuna aspirazione a sostituirlo nell’incarico, ma mi rammarica oltremodo che mi vengano attribuiti giudizi sprezzanti che non ho espresso”.
Questa è la smentita definita “secca e inequivoca” del consigliere regionale di Forza Italia ed ex governatore Gianni Chiodi all’articolo di AbruzzoWeb che racconta i retroscena degli attuali assetti del partito, dilaniato da numerose e litigiose correnti interne.
Gli altri due protagonisti, Fabrizio Di Stefano e Pagano, tacciono. Chiodi, invece, sceglie di parlare.
E nella breve nota ribadisce come “la notizia di un incontro romano con i vertici del partito in cui avrei affermato il contrario sia priva di fondamento”. Purtroppo mente sapendo di mentire.
Secondo quanto accertato da AbruzzoWeb, infatti, si è recato a Roma mercoledì 11 febbraio, nel primo pomeriggio, ed è stato ricevuto dall’ex sottosegretario Gianni Letta, con il quale i rapporti sono da sempre ottimi, tanto che è stato uno sponsor determinante per la candidatura alla presidenza della Regione nel secondo semestre del 2008.
Intorno alle 18.30, nella sede nazionale forzista di piazza San Lorenzo in Lucina, Chiodi ha invece incontrato il coordinatore nazionale Denis Verdini.
Quindi il consigliere nega cose che lui sa essere vere.
Dalla base forzista, Chiodi viene già percepito come un esponente che si sta autopromuovendo come presidente regionale: sia perché ha colloqui con interlocutori nazionali e locali, sia perché, tra le varie azioni, ha chiesto a Pagano l’azzeramento del coordinamento provinciale dell’Aquila.
Il suo impatto politico, tuttavia, non appare epocale. L’esponente teramano è infatti tornato a svolgere il suo lavoro di commercialista e sembra avere poco tempo da dedicare alla politica attiva, nonostante la sua ricca indennità da consigliere regionale, pagata dai cittadini.
Il motivo per cui Chiodi è andato a Roma, in realtà, è quello di scalzare Di Stefano, che oggi rappresenta un pericolo: anche perché, se si facesse un congresso, sarebbe favorito, secondo le stime ipotizzate dalla base.
Lo scopo dei blocchi e dei loro leader, Chiodi e Di Stefano, è di puntare alla poltrona di presidente regionale attualmente occupata da Pagano, contando di conquistare un posto al sole che possa decidere le candidature in vista delle future elezioni politiche.
Quello che Chiodi vuole è, in realtà, arginare la deriva dei nuovi e vecchi seguaci del “ribelle” Raffaele Fitto, lui che si ritiene un fedelissimo della prima ora di Silvio Berlusconi. (b.s.)




