L’AQUILA – “I finanziamenti ci sono, colpiscono le tante gru sorte tra i tetti dell’Aquila, resta da rispondere a una domanda: come si camperà tra dieci anni? Oggi qui una risposta l’abbiamo data, attivare tanti progetti di innovazione e formazione, che non devono però essere slegati, essere un mosaico di realtà che non si parlano”.

Così Fabrizio Barca, ex ministro per la Coesione territoriale del governo Monti, delegato per la ricostruzione aquilana, nel tirare le somme all’Auditorium del Parco del primo  forum “L’Aquila del futuro” organizzato dal Gran Sasso Science Institute (Gssi), si propone di avviare una pratica di condivisione delle conoscenze sui progetti di sviluppo e coesione.

Al forum hanno partecipato anche il sottosegretario con delega alla Ricostruzione Paola De Micheli, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, l’economista Antonio Calafati, autore del famoso rapporto L’Aquila 2030”, il direttore Gssi,  Eugenio Coccia, che ha fatto gli onori di casa, il rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, Paola Inverardi, il direttore dell’Accademia Belle Arti, Marco Brandizzi, il direttore del Teatro Stabile D’Abruzzo, Alessandro D’Alatri,  Accademia Belle Arti L’Aquila, Silvia Frezza, Istituto Comprensivo “G. Rodari”, Paola Inverardi, Università degli Studi dell’Aquila,Giandomenico Piermarini, Conservatorio Statale di Musica “Alfredo Casella”, Stefano Ragazzi, Laboratori Nazionali del Gran Sasso, Daniele Segre, Centro sperimentale di Cinematografia.

Veri protagonisti sono stati, però, i cittadini, in gran parte giovani che, ciascuno nel proprio campo e con le associazioni di appartenenza, stanno avviando progetti, nei più svariati campi, e stanno contribuendo così concretamente allo sviluppo del territorio, credendo nel suo futuro.

A esporle i 8 minuti ciascuno, sono stati Paolo Tella, Consorzio L’Aquila2009, Federico Bologna, Gran Sasso anno zero, Annamaria Bonanni, Orgoglio aquilano, Daniel Caramanico, ViviamolAq, Giancarlo Gentilucci, Arti e spettacolo, Dario D’Alessandro, Misa Pescomaggiore, Andrea Salomone, Comitato territoriale Arci L’Aquila, Nello Avellani, per il quotidiano on line NewsTown, Sara Vegni, ActionAid, Ersilia Verlinghieri, Move Your City, Sara Gagliarducci, Artisti Aquilani, Emanuela Rossi, CaseMatte – 3e32, Martina Sconci, Museo Muspaq, Antonella Marrocchi, Policentrica.

A fare la sintesi è stato proprio Barca. “Due i concetti chiave che sono emersi: la scuola e formazione da una parte, l’innovazione dall’altra. La Gran Sasso Science Istitute per esempio vuole portare nelle scuole suoi allievi, al 50 per cento stranieri – ha detto – Le associazioni teatrali vogliono fare lezioni nelle scuole, come pure Orgoglio aquilano vuole attivare corsi per artigianali per far rivivere l’artigianato della ceramiche di san Bernardino. Dobbiamo supportare e mettere in rete queste esperienze”.

Per quanto riguarda l’ innovazione, Barca ha affermato come essa “deve essere smart, ovvero trasformare ciò che si ha. E allora bene puntare sull’edilizia sostenibile, come fa il Consorzio L’Aquila 2009. L’Università ritiene strategico l’anello ottico con cui sarà cablato il centro storico, e palazzo Carli che potrà diventare un contenitore di innovazione. Interessanti le agopunture urbane, come le hanno definite i giovani archetti di Viviamolaq, che realizzano parchi urbani con materiale riciclati – ha proseguito poi – Ottima l’idea di Gran sasso anno zero di realizzare una Casa della montagna, che sia una sorta di centro di accoglienza e orientamento per i turisti, che esiste negli stati Uniti, ma che in Italia è sconosciuta. E grande supporto va dato agli artisti che hanno in questi anni creato relazioni tra luoghi e persone”.

Alla tavola rotonda parole cariche di ottimismo da parte della De Micheli, di D’Alfonso e di Cialente.

“ Credo che qui a L’Aquila sia stato fatto tanto – ha esordito il sottosegretario – arrivando da questo territorio ho visto le gru, ho visto tanti cantieri, ho visto numeri importanti, e risorse degli italiani investite qui stanno andando a buon fine, per la ricostruiate privata e ricostruzione pubblica. Ora il tema centrale è lo sviluppo economico di questo territorio, a cui dedicherò le energie migliori”.

“L’Aquila è una città dei saperi, che spazia dall’infinitamente piccolo, con i lavoratori di fisica del Gran Sasso, e l’infintamente grande, con l’Alenia space, a cui si aggiunge linfinitamente bello del suo patrimoni naturale e culturale”, ha poi commentato D’Alfonso.

“Avremo un dei centro storici più belli d’Europa – ha concluso Cialente – una città con sottoservizi e all’avanguardia e sicura sismicamente, ma la gente deve tornarci a vivere e dunque occorre calmierare i costi degli affitti in centro storico, e i proprietari devono fare la loro parte, il Comune abbattera per parte sua le tasse”.