L’AQUILA – C’erano anche molti forestali abruzzesi ieri a Roma tra i circa 1.500 manifestanti sotto la sede del Ministero della Funzione pubblica per chiedere che venga scongiurato l’accorpamento all’Arma dei carabinieri.
“L’attuazione della riforma Madia è stata rinviata di un anno anche perché la Regione Veneto ha vinto un ricorso alla Corte Costituzionale e alla luce di numerose lacune che riguardano tutta la funzione pubblica italiana – spiega Ezio Di Cintio, della Fp Cgil – ma l’assorbimento della Forestale è stato l’unico decreto attuativo di tutta la riforma licenziato dal Governo e dal primo gennaio andrà in vigore”.
I sindacati, che oggi hanno anche scritto al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, chiedono il rinvio dell’attuazione di sei mesi, durante i quali aprire un tavolo di confronto e rivedere la scelta, che sarebbe possibile solo attraverso un suo decreto.
Anche perché – ricordano – ci sono circa seimila ricorsi pendenti ai Tar di tutta Italia, alcuni dei quali stanno dando ragione ai forestali.
“Anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che presiede la conferenza Stato-Regioni, sta chiedendo il rinvio di sei mesi”, aggiunge Di Cintio.
Il ministro Marianna Madia, intanto, ieri non ha ricevuto i manifestanti, mentre l’unico parlamentare che si è fatto vivo è stato Alessandro Di Battista del Movimento cinque stelle, che aveva anche presentato un ordine del giorno alla Camera che chiedeva di uniformare l’attuazione della riforma, bocciato dalla maggioranza. (m.sig.)






