FONTECCHIO – “Il confronto democratico e le differenze di visione politica sono legittimi ma devono svolgersi nel rispetto dei fatti e delle persone. Denigrare il lavoro dei predecessori non aggiunge nulla all’efficacia dell’azione amministrativa attuale”.
Così l’ex sindaca, per tre mandati, Sabrina Ciancone, replica alle dichiarazioni diffuse a mezzo stampa dall’attuale primo cittadino, Andrea Di Biase di Fratelli d’Italia, in una nota sottoscritta dai componenti della lista Fontecchio Libera Myriam Blasini, Nicolò Davide Ciancone, Pasquale Coia, Federica Filippin, Manuele Ianni, Angela Marzia Ippoliti, Marco Polvani, Barbara Togna, Stefania Ziglio, Guido Zoppoli.
L’ex sindaca rivendica sedici anni di “gestione trasparente, cantieri concreti e un modello di rigenerazione culturale e sociale apprezzato a livello internazionale”.
“Sostenere che i lavori pubblici siano fermi e che per la ricostruzione pubblica non sia stato fatto nulla è semplicemente falso, smentito da dati e documenti ufficiali che abbiamo puntualmente condiviso, in un dossier di 28 pagine, con la cittadinanza fino allo scorso maggio”. Nel dossier si elencano le opere pubbliche concluse o in corso di esecuzione per 14.587.427 euro , e i lavori in programmazione per 16.800.656 euro.
Ciancone respinge con decisione anche le “insinuazioni” sulla presunta “violazione delle regole dello Stato e sul presunto smantellamento della sala consiliare”.
«Se davvero fossero state infrante le regole dello Stato – prosegue l’ex Sindaca – il Ministero degli Interni e la Prefettura sarebbero intervenute senza indugio. La sala consiliare non è mai stata smantellata: dopo i lavori di adeguamento sismico dell’edificio, si è scelto di non ricollocare un tavolo ingombrante nella sala consiliare, che nel frattempo era diventata uno spazio polifunzionale molto frequentato (biblioteca, coworking, riunioni, incontri is5tuzionali, even5 culturali ecc.). Le sedute del Consiglio comunale si sono svolte online a partire dalla pandemia e anche successivamente, in conformità con il regolamento vigente, per agevolare i consiglieri lavoratori. In ogni caso, i simboli istituzionali (gonfalone, bandiera e foto del Presidente della Repubblica) sono sempre rimasti esposti. La cura rispettosa per il Municipio, la sua apertura come Casa della Comunità è stata constatata da tutti cittadini e da tutte le cittadine, ogni giorno”.
Particolarmente “avvilente” risulta poi per Ciancone, la polemica sulla fascia istituzionale.
“Non era un lavoro all’uncinetto, ma un’opera realizzata da una delle artigiane più sensibili e stimate d’Abruzzo – Assunta Perilli – e resa ufficiale per misure, colori e stemmi. Chi osanna la tradizione avrebbe dovuto apprezzare un lavoro fatto su un telaio antico, con lana locale, notato e ammirato in ogni occasione in cui è stata portata con onore in tutta Europa per rappresentare il nostro territorio”.
Un focus centrale della replica riguarda la rigenerazione culturale e l’attrattività del paese, “un tema cruciale nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura. Grazie ai progetti finanziati con i fondi Restart e a numerose altre iniziative di supporto alla creatività e di inclusione sociale, Fontecchio ha invertito la rotta dello spopolamento, attraendo nuovi abitanti provenienti da tutto il mondo (Sta5 Uniti, Brasile, Germania, Messico, Perù ecc.)”.
“La divisione tra gruppi di vecchi e nuovi abitanti, tanto strumentalizzata negli ultimi tempi, non è che la fisiologica reazione di una comunità al cambiamento – prosegue Ciancone -. Mai nessuna iniziativa è stata esclusiva, tutte le proposte hanno sempre trovato disponibilità e supporto da parte dell’amministrazione uscente. Da chiunque provenissero. Le iniziative culturali e quelle sociali rivolte ai bambini (con l’attivazione della ludoteca, tra l’altro, e gli innumerevoli progetti condotti a scuola) e agli anziani hanno costantemente coinvolto tutta la cittadinanza”.
“Affermare che i progetti di rigenerazione culturale non hanno prodotto risultati concreti è superficiale e ingiusto. La cultura non è stata intesa come organizzazione di eventi sporadici ma come strumento di dialogo, apertura e conoscenza. I nuovi abitanti non sono tutti ‘artisti’, come viene talvolta semplificato, ma cittadini e cittadine che vivono il paese, svolgono i lavori più disparati, mandano i figli a scuola, contribuiscono alla sua economia e partecipano alla vita sociale e alle tradizioni consolidate. Abbiamo lasciato un’eredità tangibile e intangibile: una comunità aperta, inclusiva e attrattiva, conosciuta ben oltre i confini del nostro territorio”.
Sabrina Ciancone, con i componenti della lista “Fontecchio Libera”, dichiara infine: “Auspichiamo che la verità, la comunicazione leale e la correttezza istituzionale improntino i futuri rapporti nell’esclusivo interesse del paese”.
Nel dossier opere pubbliche vengono menzionati gli 897.335 euro di interventi per rigenerazione urbana conclusi, i 41.491 euro per sport e coesione sociale, i 700.597 euro per l’efficientamento energetico, i 594.713 euro di opere concluse per messa in sicurezza di edifici e strade, gli 8.919.320 euro di opere in corso, gli 800.000 euro di opere di messa in sicurezza idrogeologica con 1.000.000 euro di opere in corso.
Tra le opere pubbliche menzionate nel dossier, la riqualificazione già conclusa lo spazio annesso all’edifico comunale, il parco giochi in contrada Murata, l’area giochi della scuola primaria e dell’infanzia, la riqualificazione del parco urbano dell’Oasi, la riqualificazione e riapertura di palazzo Galli, la realizzazione del parco giochi inclusiva, la nuova illuminazione della fontana trecentesca, in corso riqualificazione il campo sportivo, la demolizione e ricostruzione dell’ex sede comunale, e del secondo stralcio della ricostruzione di palazzo Muzi, la realizzazione del nuovo asilo nido.




