L’AQUILA – L’aquilano Alfonso Piccinini della cooperativa Help Donna si è reso disponibile a subentrare all’associazione “Santa Maria della Pace” Onlus, presieduta da Sandro Battista, nella gestione della casa di riposo “Casa Serena” di Fontecchio (L’Aquila), a sanare tutte le pendenze pregresse, attraverso un piano industriale e a mantenere inalterati i livelli occupazionali.
È quanto emerso dall’incontro che si è tenuto, ieri mattina, nella sede della cooperativa di Piccinini, che ha gestito la Residenza sanitaria assistenziale per anziani e il Centro di riabilitazione “Villa Dorotea” di Scoppito (L’Aquila), a cui hanno preso parte, oltre a Piccinini e Battista, Maurizio Testone (Fp Cisl), Florindo De Angelis (Fp Uil) e Milhem Chaled (Nursind).
I sindacati si sono detti molto soddisfatti: “Abbiamo manifestato il nostro piacere nel vedere che qualcuno ha la volontà di salvare ‘Casa Serena’ – ha spiegato ad AbruzzoWeb Maurizio Testone – Il tutto senza mandare a casa nessuno, sappiamo che ci saranno dei sacrifici da fare perché la situazione è drammatica, lunedì prossimo convocheremo un’assemblea con le maestranze per portali a conoscenza della trattativa con Help Donna”.
Resta la preoccupazione tra i circa 40 lavoratori della struttura, che alla luce della difficile situazione, definita “drammatica” dai sindacalisti, temono per la propria occupazione, dopo il drastico calo degli ospiti, passati da 110 a 66, come ribadito nell’incontro di stamane.
La casa di riposo era finita al centro delle cronache nel 2016, per la vicenda che aveva coinvolto gli ex gestori Piero Melonio e sua moglie Gilda Bernabei, finiti ai domiciliari con l’accusa di essersi impossessati di valori per oltre due milioni di euro di proprietà di anziani ospiti.
Il legale dei Melonio, l’avvocato Antonio Valentini, ha rigettato le accuse: “Leggo con un certo disappunto quanto pubblicato da codesta spett.le testata in data 8 novembre 2018 a proposito della casa di riposo ‘Casa Serena’ di Fontecchio. Mi riferisco al fatto che “i coniugi Melonio si sarebbero impossessati di valori per oltre due milioni di euro. In realtà – ha sottolineato ad AbruzzoWeb Valentini – è dato processuale che le somme di cui trattasi, oggetto di disposizioni testamentarie, sono finite tutte nelle casse della struttura e che le stesse sono state per intero ‘recuperate’; peraltro sono stati attinti dalla misura cautelare anche beni personali, non recuperati. Nessun approfittamento, ma soltanto un operare a favore della struttura, che ora trovasi in difficoltà proprio a causa di tale apprensione. Infine il procedimento penale si è chiuso con un’applicazione di pena proprio perché non è sempre agevole sopportare la ‘fatica’ di un processo lungo e dispendioso di energie, sia fisiche che mentali”.
Sui debiti pregressi, poi, il sindacalista della Cisl ha precisato che “Piccinini ha promesso di sanarli come ‘quota d’ingresso’, ma ancora non conosciamo la cifra esatta, per la quale bisognerà attendere la chiusura dei bilanci”, ma in ogni caso, ha assicurato che “si sta procedendo a fare tutte le verifiche del caso”.
“Si è aperto uno spiraglio che ci dà speranza, ‘Casa Serena’ potrebbe essere salvata da una morte altrimenti certa”, conclude il sindacalista.






