L’AQUILA – “Da quella fontana sgorga acqua sorgiva e pertanto è di natura demaniale e non va demolita”. Chi parla è un rappresentante istituzionale, ovvero  il Presidente dell’Asbuc della frazione aquilana di Forcella,  Domenico De Nuntiis, in riferimento alla fontana di Santi. Giorni fa la nuova acquirente del sito, Serena Pacione, dopo aver fatto recintare il manufatto come è nei suoi diritti  in seguito  all’acquisto dell’area tramite regolare asta, ha detto ad Abruzzoweb  che è  abusiva e non è detto che l’acqua sia sorgiva.

“Ho il dovere e l’obbligo di spiegare come stanno realmente le cose”, replica  il presidente dell’Amministrazione separata dei beni di uso civico, “trattasi di acqua sorgiva che nasce non lontano dalla fontana quindi appartenente al demanio idrico dello Stato e che pertanto non può essere ad appannaggio di nessun privato. È l’acqua dell’ex lavatoio di Santi che risale agli anni sessanta poi spostata nella fontana attaccata allo stesso muro di cinta del lavatoio. Quindi l’acqua è stata sempre al servizio pubblico di tutti da oltre sessanta anni prima nel lavatoio e successivamente nella fontana. Quest’ultima utilizzata dalle tre frazioni di Forcella (Casaline, Menzano e Santi) e non solo perché tutti, turisti, ciclisti, motociclisti si rifocillano di acqua in questa fontana essendo la fontana principale del paese dismessa da alcuni anni probabilmente per inerzia del Comune”.

“Anche dopo l’acquisto, la cui procedura a mio avviso di dubbia validità perché ha ad oggetto beni di utilizzo pubblico, in asta dalla Società Imprendo srl il 13 maggio 2025 la fontana è rimasta nella disponibilità della popolazione per oltre un anno, per poi nel mese di luglio 2026 essere stato sbarrato l’accesso dallo stesso acquirente. L’acquisto dei beni in asta giudiziaria trasferisce la proprietà ma non cancella i vincoli preesistenti legati all’utilità pubblica e all’uso collettivo che rimangono pienamente validi e opponibili al nuovo proprietario”.

“La chiusura di questa fontana ha creato e continua a creare un gran malcontento a Forcella e anche oltre perché nessuno si rassegna all’idea di non poter utilizzare l’acqua pubblica come è sempre stato fatto. Le Forze dell’ordine e la Magistratura riusciranno sicuramente ad accertare questa verità ed a restituire al più presto alla popolazione il diritto, momentaneamente leso, dell’utilizzo dell’acqua elemento essenziale per il sostentamento delle persone.
Con temperature che sfiorano i 40° è riprovevole anche soltanto l’idea di mantenere inaccessibile una fontana così importante per tutta la popolazione. Tutti i giorni ricevo forti lamentele dalla gente di Forcella (e non) che si chiede esterrefatta del perché possano avvenire simili fatti”.

“Invito pertanto Tutte le Autorità competenti ad attivarsi immediatamente al fine di restituire l’utilizzo della fontana a tutta la popolazione di Forcella a salvaguardia della loro salute e tranquillità”, ha concluso.