L’AQUILA – La Fontana luminosa dell’Aquila tornerà a zampillare non prima della prossima estate e c’è il rischio che i fondi a disposizione, 128 mila euro, non siano sufficienti per ultimarne il restauro. 

 
Uno dei monumenti più cari agli aquilani, che dà il benvenuto ai visitatori del centro storico e cantierato dallo scorso luglio, resterà ‘impacchettato’ ancora a lungo per permettere i lavori certosini di ripulitura dei bronzi e della parte marmorea.
 
Slitta così di qualche mese l’iniziale previsione di conclusione dei lavori fatta dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, fissata per l’inizio del prossimo anno.
 
A confermarlo ad AbruzzoWeb è l’architetto Gianfranco D’Alò della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, che si sta occupando del restauro per la parte strutturale. 
 
”Abbiamo a disposizione 94 mila euro dell’associazione nazionale alpini e 34 mila euro del Comune, ma il degrado è molto più diffuso del previsto – specifica – Temiamo che i soldi non basteranno, ma per ora non siamo in grado di quantificare quanti altri ne serviranno. Nei restauri si agisce passo dopo passo, e a lavori in corso si definiscono gli interventi necessari”.
 
A lavoro sui nudi femminili del 1934, nati dalla mano dello scultore Nicola D’Antino, su progetto dell’ingegner Berardino Valentini, restauratori provenienti dalle migliori scuole al mondo, che si occuperanno anche del travertino del gruppo centrale, proveniente da Tivoli, e della pietra bianca di Vigliano utilizzata per la vasca e i gradoni.
 
”I bronzi di Riace sono formichine al confronto – dice D’Alò, sottolineando limponenza delle statue – I lavori di ripulitura dei bronzi e della parte marmorea saranno molto lunghi, anche perché il degrado causato dalle polveri corrosive diffuse nell’aria dal traffico è molto più esteso del previsto. Abbiamo registrato anche uno spostamento dei gradoni, che però è antecedente al sisma del 6 aprile 2009”. 
 
Un lavoro accuratissimo, quello con cui sono alle prese i restauratori, proprio per la delicatezza che richiede il trattamento del bronzo: ”Ci vorrà un anno proprio perché le operazioni sono molto particolari – prosegue – Bisognerà agire con cautela, usando tutte le precauzioni del caso: il bronzo ha un alto rischio di danneggiamento se non si sta attenti”.  
 
La fontana monumentale richiederà, poi, ulteriori interventi che riguarderanno l’impianto di illuminazione e quello idrico.
 
”C’è più di una perdita da sistemare –  afferma l’architetto – Non tutta l’acqua convogliata per gli zampilli, infatti, arriva a destinazione, ma fuoriesce da alcune fessure”.
 
L’ultima opera di pulitura era stata effettuata nel 2001, ma i danni causati dal traffico e dagli agenti atmosferici in questi anni hanno avuto la meglio.
 
Quando si alzerà il sipario, però, gli aquilani potranno tornare ad ammirare la Fontana al massimo del suo splendore.
 
”Non si vedranno più le colature e le compressioni calcaree né il nero dei depositi inorganici del traffico – conclude D’Alò – Inoltre, posizioneremo una ringhiera che la proteggerà da autobus e mezzi pesanti che, spesso, finiscono per salire con gli pneumatici sull’anello più basso”. 
 
È previsto, inoltre, un accordo con il Comune che si occuperà della manutenzione ordinaria.