AVEZZANO – È stata presentata al Consiglio regionale un’interrogazione a firma del consigliere del Nuovo centro destra, Giorgio D’Ignazio, riguardante l’esclusione della Marsica dai fondi Ue 2014/2020 art 107.3.C..

“Così come avevano annunciato i colleghi consiglieri provinciali del Ncd Pasqualino Di Cristofano e Felicia Mazzocchi, questa mattina è stata depositata un’interrogazione consiliare rivolta al presidente D’Alfonso per chiedere le motivazioni che hanno indotto questa giunta regionale ad escludere la Marsica dai benefici dei fondi UE del 107.3.C.”, afferma D’Ignazio.

“Ci rammarica dover constatare che questa amministrazione di centrosinistra ha modificato una precedente decisione del maggio scorso della Giunta Chiodi per escludere la Marsica da tali benefici, che riteniamo vitali per l’economia aziendale di questo territorio – prosegue – Il Nuovo centro destra si batterà per difendere gli interessi di questa importante area abruzzese”.

A questo punto la questione sbarca doppiamente in Consiglio regionale, visto che è già stata presentata una risoluzione bipartisan tra Forza Italia e Movimento 5 stelle.

I SINDACI MARSICANI: “CAMBIAMENTI O PROTESTE E VIE LEGALI”

Gli amministratori marsicani di centrodestra dicono no con forza alla esclusione della Marsica dai fondi Ue dedicati alle aree di crisi, conosciuti come fondi ex articolo 87.3.c.

Dalla sala consiliare del comune di Magliano dei Marsi (L’Aquila), riuniti su invito dell’assessore al Bilancio Antonio Morgante, hanno chiesto alla giunta regionale attuale, e in particolare all’assessore alle Attività produttive Giovanni Lolli, un impegno a correggere la delibera regionale con cui la Marsica è stata ingiustificatamente esclusa, ovvero a confezionare un pacchetto compensativo di pari valore a valere sugli altri fondi europei della programmazione 2014-2020.

Tra i presenti in sala e tra coloro che hanno inviato messaggi di sostegno, il sindaco padrone di casa, Gianfranco Iacoboni, con molti altri amministratori maglianesi, il sindaco di Tagliacozzo, quello di Oricola, di Tagliacozzo, il capogruppo di Fo al Comune di Avezzano, Mariano Santomaggio e tanti altri amministratori marsicani.

“Non ci pieghiamo a inutili e dannose lotte di campanile tra i territori della provincia dell’Aquila – ha dichiarato Morgante – ma ci attendiamo azioni di equilibrio, senza furbesche sveltine, anche in considerazione di tutti i fondi che andranno a beneficio delle varie aree, compresi i 200 milioni dedicati alle attività produttive che sono previste dalle risorse della ricostruzione”.

“Molti investitori sono pronti a venire da noi – ha evidenziato il sindaco di Carsoli, Domenico D’Antoni – e quindi la disponibilità di risorse europee per facilitare gli investimenti saranno di capitale importanza per il futuro”.

La Giunta regionale ha cancellato dalla mappa dei comuni beneficiari Avezzano, Magliano, Sante Marie, Massa d’Albe, Oricola, Carsoli, Ovindoli e Pescina.

Gli altri amministratori del territorio hanno evidenziato che è un grave errore non considerare la Marsica tra le aree di crisi meritevoli di beneficiare dei fondi europei.

Le piccole e medie imprese hanno bisogno di certezze e la disponibilità di risorse certe diverrà dirimente nei prossimi mesi per superare la crisi.

Tutti hanno auspicato un impegno forte da parte dei consiglieri regionali marsicani, di maggioranza e di minoranza, nel sollevare nelle sedi opportune il problema e per dare risposte celeri e definitive alla scellerata decisione.

Se la Giunta D’Alfonso non dovesse correggere il tiro gli amministratori si sono dati appuntamento a settembre per decidere le azioni più opportune, ivi compresa quella di organizzare momenti di sensibilizzazione più forti o tutele di altre natura, non esclusa quella giurisdizionale.

FORZA ITALIA PROVINCIA L’AQUILA: “GIUSTO PROTESTARE”

“Plaudiamo all’iniziativa, che condividiamo appieno, del consigliere Iampieri di presentare in Consiglio regionale una risoluzione, unitamente al consigliere Ranieri, a nome rispettivamente dei gruppi di Forza Italia e M5s finalizzata a ripristinare i suddetti aiuti anche per la Marsica così come previsto dalla Giunta Chiodi”.

Lo affermano in una nota il capogruppo di Forza Italia in Consiglio provinciale dell’Aquila Gianluca Alfonsi e i consiglieri marsicani Armando Floris e Gino Fosca.

“È una vergogna – affermano i consiglieri provinciali – che un territorio a forte attrattiva imprenditoriale venga, con un maldestro colpo di coda e con una chiara strategia politica della giunta D’Alfonso escluso da importanti, se non vitali, aiuti comunitari. La Marsica è un territorio a forte vocazione produttiva e con alcune realtà aziendali di una certa importanza e vitalità che anche in funzione di questa opportunità avevano manifestato interesse ad ampliamenti e accrescimenti produttivi senza considerare la concreta possibilità di nuove insediamenti imprenditoriali con conseguente riverberi positivi sul territorio in termini di crescita occupazionale”.

“Ora tutto questo rischia di essere vanificato. Riteniamo sia necessario andare oltre le pur legittime dichiarazioni d’intenti e le proteste di questi giorni sostenendo nei fatti in modo unitario, da parte dei consiglieri eletti da questo territorio, senza tentennamenti la risoluzione presentata da Fi e M5s che cancella la decisione della Giunta d’Alfonso”, proseguono Alfonsi, Floris e Fosca.

“Daremo il nostro determinato contributo – concludono – a che anche in Consiglio provinciale si arrivi a un pronunciamento negativo su questa inopportuna, improvvida quanto penalizzante decisione. La Marsica non può essere trattata come figlia di un dio minore: merita, come comprensorio, il rispetto e l’attenzione che le si devono”.

DI NINO (FI): “PRIMO SEGNALE NEGATIVO DA D’ALFONSO”

“La scelta di escludere la Valle Peligna dalle nuove disponibilità dei fondi Ue è un primo segnale negativo che la giunta D’Alfonso dà verso una delle aree più svantaggiate dal punto di vista economico”.

Lo afferma la vice presidente della Provincia dell’Aquila e coordinatrice provinciale di Forza Italia, Antonella Di Nino.

LA NOTA COMPLETA

Non servono proclami e sbandierate attenzioni, se al primo atto di un certo rilievo la neo costituita giunta regionale mortifica territori che, com’è noto, soffrono duramente per gli effetti della crisi, acuiti dal terremoto del 2009.

Nel prendere atto di un radicale rovesciamento di indirizzo rispetto alla giunta Chiodi, che ha stanziato per la Valle Peligna 16 milioni di fondi Fas, confidiamo anche nei nostri rappresentanti in consiglio perché si giunga a una distribuzione dei fondi europei più rispettosa delle esigenze dei territori della provincia aquilana.

È necessario rimediare subito ad una brutta partenza, vista l’oggettiva situazione di difficoltà del territorio nascono interrogativi circa gli strumenti di valutazione utilizzati dalla Regione in merito al riconoscimento dello stato di necessità degli aiuti per la Valle Peligna, considerata anche l’avvenuta inclusione del Comune di Sulmona tra i destinatari dei fondi (come stabilito dalla delibera n. 468 dello scorso 8 luglio), fatto che senza dubbio viene recepito come una buona notizia, ma che non è misura sufficiente a supplire le esigenze di una parte significativa di territorio provinciale, il cui rilancio economico-produttivo non può certamente iniziare con un’esclusione ingiustificata.

È ancora più inconcepibile escludere la Marsica intera dal trasferimento delle risorse europee. È necessaria un’azione congiunta che inverta la rotta di un provvedimento che penalizza senza criteri validi l’ambito territoriale più grande della provincia dell’Aquila.

In tal senso, ho già inviato una lettera indirizzata al presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso per denunciare una condizione grave e per chiedere chiarimenti riguardo le motivazioni che hanno portato la nuova Giunta d’Abruzzo a stravolgere completamente la preesistente delibera n. 338/2014 della gestione Chiodi, con cui si era proceduto a un’individuazione più equa delle aree obiettivo degli aiuti di stato.

IL CASO

Con la delibera dello scorso 8 luglio la nuova Giunta regionale ha stabilito di escludere dagli aiuti di stato (anche noti come fondi 107.3c) le zone della Marsica, di Penne e della piana del Cavaliere, riformando la decisione presa in precedenza dall’esecutivo uscente di Gianni Chiodi.

Ad AbruzzoWeb il vice presidente nonché assessore alle Attività produttive Giovanni Lolli ha spiegato come l’esclusione della Marsica fosse inevitabile per inserire il “cratere” del terremoto del 6 aprile 2009.

Una posizione, evidentemente condivisa dal governatore Luciano D’Alfonso, che ha firmato la contestata delibera, che ha provocato la spaccatura al vertice dell’ente con il presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, che ha rotto con Lolli e D’Alfonso, mentre sul territorio è nato un fronte bipartisan.

Anche altri consiglieri come Lorenzo Berardinetti del Partito democratico, Emilio Iampieri di Forza Italia e Gianluca Ranieri del Movimento 5 stelle chiedono cambiamenti, questi ultimi due presentando una risoluzione.