L’AQUILA – Avrebbe dichiarato che l’abitazione della madre danneggiata dal terremoto del 2009 era prima casa per ottenere fondi per la riparazione, quando alla data del sisma la donna viveva con lui in altra dimora.
Per questo i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza dell’Aquila hanno denunciato un uomo dell’Aquila, Carmine Biasini, 62 anni.
Su disposizione dell’autorità giudiziaria, hanno eseguito un sequestro di disponibilità finanziarie e di beni immobili per un valore di circa 420mila euro.
La misura cautelare eseguita oggi dalle Fiamme Gialle, informa una nota, giunge al termine di indagini delegate dalla procura della Repubblica del capoluogo, nell’ambito di una più ampia attività investigativa per riscontare la sussistenza dei requisiti che consentono l’accesso ai finanziamenti pubblici destinati alla ricostruzione degli immobili, costituenti abitazione principale, danneggiati dal terremoto del 6 aprile.
I finanzieri hanno accertato che l’indagato aveva richiesto e ottenuto il contributo per conto della madre, in seguito deceduta, attraverso false autocertificazioni di attestazione che l’immobile beneficiario della misura di sostegno pubblico fosse adibito ad abitazione principale o stabile dimora della genitrice.
Le indagini hanno invece svelato che all’epoca del terremoto la donna viveva abitualmente dal figlio, presso altro numero civico, e aveva, per di più, la residenza anagrafica presso un altro indirizzo, anch’esso diverso da quello dell’immobile ricostruito con i contributi pubblici.
Una condotta che per gli inquirenti configura il reato di Indebita percezione di erogazione a danno dello Stato e ha portato all’esecuzione del sequestro nei confronti dell’indagato della somma indebitamente percepita, appunto circa 420 mila euro.
Il sequestro è scattato dopo indagini di natura patrimoniale condotte dai militari che hanno consentito di ricostruire e quantificare i beni e le disponibilità finanziarie riconducibili al responsabile del reato.





