L’AQUILA – Non c’è pace per i finiani abruzzesi. Gli aderenti al movimento fininano, presentato come la vera novità del panorama politico nazionale e regionale ha iniziato a scricchiolare in maniera preoccupante sotto il peso della nomina dell’onorevole Giampiero Catone quale coordinatore regionale del comitato costituente.

Una scelta fatta dal presidente della Camera Gianfranco Fini in persona, che in vista del passaggio da movimento a partito politico di Fli ha optato per il parlamentare ex  bypassando gli umori e le opinioni dei fedelissimi abruzzesi.

Tra gli scontenti c’è sicuramente da annotare il vice presidente della Giunta regionale Alfredo Castiglione (nella foto) con delega allo sviluppo economico, che insieme a Berardo Rabuffo ed Emilio Nasuti ha dato vita al gruppo consiliare di Fli.

Castiglione ha dichiarato di aver appreso dai media della nomina di Catone: uno schiaffo morale per il quale starebbe pensando addirittura di ritornare nel Pdl.

“Sono in pausa di riflessione, nel frattempo sto parlando, come del resto ho fatto sempre, con il presidente Chiodi di problemi e vicende istituzionali” ha detto il vice presidente della Giunta che proprio non ci sta a veder assegnato ad altri un ruolo che sente suo quasi di diritto, avendo aperto il fronte dei finiani in Abruzzo.

 “Essendo stato il primo in Abruzzo ad avere abbracciato la causa finiana, – ha spiegato Castiglione – in qualità di presidente regionale di Generazione Italia, quanto meno mi sarei aspettato un coinvolgimento nella scelta del coordinatore regionale di Fli. Visto che tra l’altro da giorni di andava predicando che G. I. era il contenitore che si sarebbe poi trasformato in partito insieme ad altre associazioni minori”.

“Non contesto la scelta di Catone quale persona, su questo caso mai tornerò sopra prossimamente in un approfondimento, ma è una questione di metodo. Ed è inconfutabile che né il sottoscritto, né l’intera base di G.I. a me vicina, è stata coinvolta”.

Proprio da Generazione Italia sono arrivate le proteste più vibranti con le dimissioni di coordinatori della provincia di Pescara, Angelo D’Ottavio, e quello tramano, Paolo De Marco, e di altri esponenti di G.I. insieme a numerose lettere di dissenso.

Se il consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio Emilio Nasuti non ha preso la parola per il momento ad intervenire sulla querelle è stato il coordinatore regionale de La Destra, Luigi D’Eramo, che ha invitato tutti gli scontenti di Fli e ed ex An a confluire nel partito di Storace.