L’AQUILA – E’ nato solo da qualche settimana ma è già lacerato da polemiche, contrapposizioni e divisioni il movimento Futuro e Libertà per l’Italia (Fli).
Non è piaciuta a tutti la mossa del presidente della Camera Gianfranco Fini di nominare il parlamentare Giampiero Catone (nella foto) quale coordinatore regionale del comitato costituente: una scelta che ha già portato alle dimissioni da Generazione Italia, che ha fatto da apripista alla nascita di Fli, di Paolo De Marco, ex coordinatore a Teramo, e Angelo D’Ottavio, ex coordinatore provinciale di Pescara di Gi, assessore della Provincia di Pescara e sindaco di San Valentino.
“Le dimissioni non c’entrano con la figura di Catone – ha spiegato De Marco – Ma sulle modalità con le quali si è arrivati all’individuazione della sua figura: non c’è stata alcuna partecipazione e collegialità”.
Non più tardi di due settimane fa lo stesso parlamentare aveva duramente criticato l’operato della maggioranza in Regione guidata da Gianni Chiodi: una presa di posizione che aveva suscitato non pochi imbarazzi nel nascente gurppo consiliare all’Emiciclo, attualmente composto dal vice presidente della Giunta Alfredo Castiglione, dal capogruppo Berardo Rabuffo e dal consigliere e presidente della commissione Bilancio Emilio Nasuti.
Proprio quest’ultimo ha cercato di gettare acqua sul fuoco, oggi come allora: la scelta di Catone a coordinatore sarebbe legata, spiega Nasuti, alla volontà di Fini di appoggiarsi ai parlamentari per agevolare la nascita di Fli. Nessun commento, invece, è arrivato da Castiglione.
L’assessore provinciale di Pescara D’Ottavio ha rimesso le dimissioni già nella giornata di giovedì, quasi in concomitanza con la nomina dei Giampiero Catone, affidando ad una lettera le spiegazioni del gesto: “La nomina come coordinatore di un parlamentare che non è stato eletto in Abruzzo, non vive in Abruzzo e non vive l’Abruzzo, con tutto il rispetto per l’onorevole Catone e la sua storia politica, mentre in altre regioni che non hanno un parlamentare la scelta è ricaduta su consglieri regionali, ha detereminato una reazione di delusione a catena tra i circoli di Generazione Italia, tra i tanti iscritti ed amministratori locali, che mi ha portato a prendere questa triste e sofferta decisione”.
La nomina del parlamentare rischia, infine, di compromettere l’ingresso in Fli nel gruppo consiliare in Regione, che secondo le previsioni da tre esponenti poteva addirittura arrivare a contarne cinque entro la fine del mese.
LA DESTRA STRIZZA L’OCCHIO A SCONTENTI FLI ED EX AN
L’AQUILA “Quello che doveva essere il partito della democrazia, della partecipazione e della libertà nato da una costola del Pdl si è rivelato un movimento politico dittatoriale e non rispettoso della base degli aderenti”. A dichiararlo è il segretario regionale de La Destra Luigi D’eramo (nella foto), che invita gli ex missini e militanti di Alleanza Nazionalea transitare nel partito che fa capo Francesco Storace.
“Tutti gli ex An conoscevano i metodi Finiani che nulla avevano a che fare con libertà e democrazia interna. Mi sorprende che un politico come Castiglione lo abbia dimenticato. Fli nasce per rappresentare una forza di centro e non di destra, che strizza l’occhio ad una parte del centro sinistra, dunque appare normale che il Presidente Gianfranco Fini abbia scelto l’onorevole Giampiero Catone per la guida del partito in Abruzzo”.
“Credo che ogni esponente, militante o elettore che proviene dall’esperienza politica di Alleanza Nazionale mai potrà condividere i programmi di FLI, ed una politica che ricordo nasce ‘contro’ e non ‘per’. Le dimissioni a catena dei neo aderenti a Fli, tutti ex An, sono la dimostrazione del fallimento del progetto che può funzionare solo se guidato da gente che non ha rinunciato a posizioni politiche centriste”.
“Rivolgiamo un appello a tutti quegli uomini di buona volontà che hanno militato nel Msi e in Alleanza Nazionale a non disperdere un patrimonio storico e ad unirsi a noi, sotto le bandiere de La destra, e a ricostruire la casa comune degli Italiani così come sognata dai nostri padri.”





