TERAMO – Si chiama flexiglas ed è uno speciale vetro dalla grande resistenza, composto di materiale riciclato per il 95 per cento che può essere utilizzato per complementi d’arredo, interior design e opere d’arte.
A brevettarlo è stato il designer Andrea Cingoli, nato all’Aquila e residente a Roseto, laureato in Architettura all’Università D’Annunzio, che ha studiato un particolare modo per dare forma al vetro, senza l’ausilio dei forni.
Un metodo già brevettato da Cingoli in Italia e negli Stati Uniti, che rende “più democratico” questo materiale e che apre nuovi scenari nel processo di lavorazione, finora appannaggio dei soli possessori di forni e dei maestri vetrai.
“Si utilizza vetro stratificato e temprato, come quello dei parabrezza ad esempio, e il flexiglas fatto da accoppiamenti di più lastre tra le quali sono interposte delle pellicole in materiale plastico che può variare – spiega il designer che lavora nel campo del restauro – Il sistema prevede di additivare tali lastre con misture di resine aventi diverse caratteristiche”.
La tecnologia utilizzata è appunto quella delle resine strutturali: la lastra può essere conformata a delle sagome o le si può dare forma con le mani, prima di essere bloccata con l’inserimento di resine strutturali.
“Non si utilizza più il calore – aggiunge – E’ un lavoro che si può fare anche in casa o da qualsiasi artigiano che ne utilizzi la tecnica, ma anche nell’industria. Il prodotto possiamo definirlo semi-industriale ed è composto per il 95 per cento da materiale riciclato. Lo definirei così perché non può essere ricondotto alla macchina in sé, nel senso che ha bisogno comunque di una persona che stia dietro al processo di lavorazione”.
Si tratta di una tipologia di lavorazione che abbatte gli altissimi costi dei forni ed è stata utilizzata da Cingoli per la prima volta per creare la lampada Flamp.
“Il vetro diventa così un materiale molto democratico – sottolinea – Fino ad ora chi ha gestito il vetro è stato chi lo ha prodotto e chi lo ha tagliato e per avere un approccio artistico a questo materiale bisognava comunque andare nelle vetrerie o dagli artigiani, tutto ciò inoltre con costi esorbitanti. Chi ha fatto il vetro fino ad oggi è un élite, perché si devono avere conoscenze di artigianato e in ogni caso possedere forni con gli stampi per poterlo realizzare stampato , soffiato o termoformato”.
“Si tratta di tutti procedimenti a caldo, invece per il Flexiglas tutto questo non è necessario – precisa – Questa tecnica predispone l’artigiano a fare tutto quello che fino ad oggi non ha mai potuto fare e a costi più contenuti, ottenendo allo stesso modo un prodotto che ha un valore assimilabile a quello soffiato di Murano. Si possono avere pezzi unici da artista”.
Lo scorso novembre Cingoli ha presentato con successo il progetto e la sua attività di designer al Sofa di Chicago, una delle più grandi fiere di design al mondo.
“Il prodotto non è ancora sul mercato perché sto perfezionando ancora alcune cose – conclude – Questo nuovo sistema ha suscitato molto interesse e ne sono stato davvero contento”.
Cingoli ha vinto inoltre il premio internazionale iF Design Award 2016 nella categoria “product lighting” con la Balamp, una lampada da tavolo che funziona come una bilancia: si accende e si spegne sulla base del peso degli oggetti che vi vengono appoggiati.





