LANCIANO – Una campagna contro l’accordo sottoscritto lo scorso 12 settembre alla Sevel di Atessa (Chieti) è stata avviata oggi in 150 fabbriche della provincia di Chieti da parte della Fiom Cgil, unico sindacato a non aver firmato l’intesa sull’incremento produttivo e nuova occupazione temporanea di 250 lavoratori.

In ogni azienda i rappresentanti della Fiom stanno provvedendo a far firmare una lettera ai lavoratori, anche a quelli appartenenti ad altri sindacati, contro l’accordo in questione.

Tutte le lettere firmate saranno poi consegnate all’associazione Industriali di Chieti e a tutte le organizzazioni sindacali.

“La campagna ‘No all’accordo Sevel’ – spiega Marco Di Rocco, segretario generale della Fiom provinciale – nasce perché anche i lavoratori delle altre fabbriche del territorio vogliono solidarizzare con i lavoratori Sevel in lotta per contrastare l’accordo sul premio vergogna per il 2001, legato alla sola presenza in fabbrica”.

“Nel contempo – aggiunge Di Rocco – vogliono lanciare anche un monito alla politica, istituzioni, imprese e gli altri sindacati sulla circostanza che il recente accordo Sevel è in contrasto con le norme sancite dalle leggi e dal contratto nazionale ed è discriminatorio soprattutto nei confronti dei più deboli e delle donne”.

“In provincia di Chieti – spiega il segretario – tutti gli accordi di premialità insistono su parametri ed indicatori collettivi quali produttività, qualità, fatturato, efficienza, redditività. L’idea che si cancellino questi indicatori per far spazio solo alle ore di presenza in fabbrica significa tornare indietro nel tempo di oltre 40 anni dove lo sfruttamento dei lavoratori era il pane quotidiano del padronato italiano”.

“Con questa iniziativa – conclude Di Rocco – la Fiom chiede alla Sevel di tornare al tavolo della trattativa per definire un premio giusto e non discriminatorio, temiamo che questo accordo apra la strada ad altri analoghi e quindi vogliamo già da adesso respingere tale filosofia. I dati della campagna in atto saranno resi noti a fine novembre attraverso un iniziativa pubblica renderemo”.