PESCARA – Per il presidente del consiglio regionale abruzzese, Lorenzo Sospiri, le voci insistenti di un cambio al vertice delle segreteria regionale del partito sono solo “semplicemente prive di fondamento, chiacchiere di corridoio”, riferendosi a quelle riferite da Abruzzoweb raccolte negli ambienti parlamentari romani, dove si decide buona parte delle sorti della politica abruzzese. A cambiare però in effetti lo scenario è ora la richiesta di rinvio a giudizio per lo stesso Sospiri, nell’inchiesta giudiziaria su una presunta corruzione nella Asl di Pescara.
E allora a prendere forza sarebbe un piano B: il commissariamento del partito abruzzese da parte del 48enne Andrea Caroppo, deputato pugliese, ed ex europarlamentare, arrivato in Forza Italia dalla Lega. Un giovane che conosce l’Abruzzo, vicino all’attuale coordinatore regionale, Nazario Pagano.
Caroppo è stato poi aiutato alle Europee nel maggio 2019 – tre mesi dopo le elezioni regionali che hanno segnato il trionfo della Lega -, da Simone Angelosante e Tony di Gianvittorio, a quei tempi salviniani, ora federati di Forza Italia in consiglio regionale.
Le voci del commissariamento girano da settimane, e si moltiplicano in questi giorni, a seguito all’annuncio del piano di rilancio di Forza Italia da parte di Silvio Berlusconi uscito dall’ospedale e tornato in sella per preparare al meglio le prossime scadenze elettorali, e innanzitutto le Europee del prossimo anno.
Una soluzione ponte, capace di mediare tra le varie anime del partito, in questi 200 giorni o giù di lì che separano dalle elezioni regionali, si afferma negli ambienti parlamentari, gradita al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e alla deputata Marta Fascina, la compagna del leader Silvio Berlusconi, che hanno preso il controllo del partito, a discapito della corrente della senatrice Licia Ronzulli.
Il passaggio del testimone era stato stabilito da un patto sancito, tra Pagano e Sospiri, prima delle elezioni politiche del 25 settembre, con l’attuale titolare dell’importante carica riconfermato in Parlamento, e Sospiri che ha mancato di un soffio l’elezione. Poi in merito all’accordo, Pagano ha dato l’impressione di essere tornato sui propri passi.
A preoccupare ora anche l’esito dell’inchiesta della Procura di Pescara, che ha chiesto il processo per 13 delle 26 persone coinvolte, sulle attività dell’imprenditore della sanità Vincenzo Marinelli nell’ambito di presunte gare pilotate alla Asl di Pescara. E tra questi c’è anche Sospiri, con accuse tutte da dimostrare. La istanza di rinvio a giudizio è stata puntualmente segnalata ai vertici del partito dal coordinatore regionale Pagano.
Ha spiegato in una nota Sospiri: “Come ho già detto 4 anni fa, 2 anni fa, un anno fa, 6 mesi fa, ribadisco oggi che è ferma la mia totale estraneità ai fatti contestati nell’inchiesta sulla sanità. Spero ora che tale assoluta estraneità si possa anche dimostrare nel corso delle fasi pre-processuali o processuali e ribadisco, fin da ora, la più totale fiducia negli Organi della magistratura che saranno chiamati ad assumere le conseguenti decisioni”.
Sottolineando: “l’avvenuta divulgazione di atti neppure notificati a me o ai miei difensori, ennesima reiterazione di un processo che da 4 anni è mediatico, prima ancora di approdare in un’aula di Tribunale”.
In Forza Italia è in corso intanto un rinnovamento dei vertici regionali e non solo. Primi cambi della guardia nei coordinamenti regionali, decisi da Berlusconi in persona, hanno portato Elisabetta Casellati alla guida del partito in Basilicata, Claudio Lotito in Molise, Rosaria Tassinari in l’Emilia Romagna, Marcello Caruso in Sicilia, Flavio Tosi in Veneto.
Ed è arrivato anche il redde rationem per i fedelissimi di Licia Ronzulli, andata in disgrazia, a favore dell’ala più liberale e governista, capeggiata dal ministro degli Esteri Tajani, con la nomina di Paolo Barelli a nuovo capogruppo di Forza Italia alla Camera, al posto di Alessandro Cattaneo, fedele di Ronzulli, che è rimasta sì presidente dei senatori azzurri, ma ha perso il ruolo di primo piano di coordinatore della Lombardia, sostituita da Alessandro Sorte.
Lo stesso in teoria dovrebbe accadere in Abruzzo, e Sospiri, vero uomo forte in Abruzzo degli azzurri, non ha mai fatto mistero di voler puntare al posto della segreteria, almeno prima della smentita a seguito dell’articolo di Abruzzoweb. Del resto può rivendicare l’exploit di Fi in consiglio regionale, dove nel corso della legislatura, allo stesso Sospiri e al capogruppo Mauro Febbo, eletti nel 2019, si sono aggiunti come “federati”, i tre di Valore Abruzzo, Manuele Marcovecchio, Simone Angelosante e Tony Di Gianvittorio, andati via dalla Lega, e il vice presidente del Consiglio regionale, Roberto Santangelo, eletto con la civica Azione politica. E si vocifera anche dell’ingresso dei consiglieri regionali Luca De Renzis, uscito anche anche lui dalla Lega, e di Sara Marcozzi, ex M5s, entrambi ora al gruppo misto. Il che farebbe di Fi il primo partito all’Emiciclo, scalzando la Lega che ha dimezzato i 10 consiglieri eletti nel 2019.
Ma Pagano, 65enne avvocato pescarese, abile politico, ha finora resistito alla guida del partito, potendo anche lui rivendicare la crescita di Forza Italia, che alle politiche di settembre ha ottenuto il 12%, il terzo miglior risultato nazionale. (red)




