L’AQUILA – Era da quattro mesi che Sabina Guzzanti (nella foto) non metteva piede all’Aquila. Lo ha fatto ieri sera, alla Festa democratica della cultura, organizzata dal Partito democratico.

Ha presentato il suo film, Draquila, su uno schermo allestito per l’occasione al piazzale della Basilica di Collemaggio.

Tanti gli aquilani che, guardando il film, annuivano, come per dire “è proprio vero”.

Ma la cosa più tragica è, come ha affermato la Guzzanti “il fatto che dopo quattro mesi nulla è cambiato”, e qui è arrivato l’applauso della platea. Poi ha proseguito: “Non è stata ancora fatta la valutazione dei danni, e la gente non ci spera nemmeno più al fatto che L’Aquila venga ricostruitta, per non parlare dei paesi limitrofi, che sono rimasti proprio tale e quali”.

Dopo il film l’attrice si è intrattenuta nel parterre, insieme al segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti, che ha commentato la notizia fresca di giornata: “Qui si pensa a mettere un nuovo vice commissario, quando invece manca ancora una legge, manca il lavoro e l’organizzazione messa in piedi fa acqua da tutte le parti”.

“Un nuovo vicecommissario significherebbe anche maggiori costi – ha aggiunto Gianfranco Cerasoli, responsabile della Uil Beni culturali – che vanno ad aggiungersi ai tanti puntellamenti fuori misura e a spese che potevano essere evitate”.

Sono poi stati Angelo Venti e l’assessore comunale Stefania Pezzopane a riportare l’attenzione anche sul dramma della disgregazione sociale, sugli sfratti, su una realtà che ha perso i suoi punti fermi.

Presenti all’evento  anche l’onorevole Giovanni Lolli, il segretario comunale del Pd, Francesco Iritale, e quello provinciale, Michele Fina, che ha spiegato: “Draquila racconta Berlusconi più che L’Aquila, e descrive in maniera emblematica ciò che succede in tutta Italia”.