PESCARA – “So bene che oggigiorno l’indice di successo di un’agenzia di polizia si basa non tanto sul dato reale della sicurezza, quanto piuttosto su quello percepito ed è su questo versante che sarò a spendermi in prima persona per cercare di convogliare le legittime proteste e la sensazione di insicurezza diffusa verso iniziative costruttive che diano il segno marcato di una matura partecipazione del cittadino anche in ambito della sicurezza”.
Lo ha detto il questore di Pescara, Francesco Guglielmo Misiti, al 167/o anniversario della Fondazione della Polizia di Stato, dal tema celebrativo “Esserci Sempre”, durante una cerimonia in Piazza Rinascita.
“La Polizia di Stato – ha spiegato – è un rimedio chirurgico al male di una società; ad altre istituzioni, ad altri soggetti, spetta il compito, forse più difficile, forse più importante, di affrontare il disagio sociale, che è spesso causa e premessa del crimine, o la semplice diffusione della sub-cultura dell’illegalità, che produce effetti più devastanti del crimine stesso. Questo accade di recente nel nostro Paese; a fronte di dati statistici che documentano inequivocabilmente un calo dei reati su tutto il territorio nazionale ed anche in questa provincia, il cittadino è convinto che la situazione sia esattamente contraria, e cioè che i reati siano in aumento”.
“E – ha aggiunto – non è solo un problema di marketing, o di comunicazione. Il problema è che il cittadino percepisce una violazione della propria sicurezza dinanzi a situazioni di disagio sociale, di povertà, di degrado dell’ambiente urbano, di emarginazione. Per un sistema globale di sicurezza, il cittadino rappresenta l’antenna principale sul territorio e, quindi, si deve porre come primo collaboratore delle forze di Polizia. In questo, i mass media hanno un ruolo fondamentale nella gestione delle notizie e quindi nel modo in cui il cittadino raffigura la propria sicurezza; quando viene data enfasi ad un delitto efferato ognuno si sente messo a rischio nella propria condizione quotidiana”.




