L’AQUILA – “È stata una normalissima cena tra amici con un menù fisso molto semplice, non c’è stata la festa sfrenata di cui si è parlato, non è stata rimandata per la tragedia di Genova perché c’era molta gente venuta da fuori”. 

Sono le parole del 50enne imprenditore aquilano Gianni Rinaldi, che gestisce il rinomatissimo ristorante “Lago Ghedina” a Cortina D’Ampezzo nello splendido scenario naturale dell’omonimo lago, alcune settimane dopo l’ondata di indignazione e polemiche per l’evento promosso dalla famiglia Benetton nel suo locale la sera del 14 agosto scorso, a poche ore dal tragico crollo del ponte Morandi di Genova nella A10, di cui è concessionaria proprio la famiglia Benetton, attraverso la società Autostrade per l’Italia, controllata dal fondo Atlantia. 

La cena della vigilia di ferragosto salita negativamente alla ribalta nazionale ed internazionale, è stata organizzata da Sabrina Benetton, figlia di Gilberto, uno dei fratelli ai vertici della potentissima dinastia imprenditoriale, in occasione del compleanno del marito, Ermanno Boffa, 52 anni, commercialista di Treviso. 

Dal 14 agosto la famiglia Benetton è nell’occhio del ciclone per le conseguenze del crollo che ha fatto 43 vittime con il Governo giallo verde che minaccia di revocare le concessioni autostradali e di chiedere risarcimenti miliardari ma anche per non aver rinviato l’appuntamento nel giorni della tragedia. 

“Non voglio difendere nessuno – spiega ad AbruzzoWeb l’imprenditore che gestisce l’escluso locale di Cortina molto frequentato dai vip -. Però essendo stato presente devo dire che alla cena, promossa ogni anno, erano stati invitati circa 70 persone ma poi sono intervenuti circa 40. Era previsto un catering che è stato poi disdetto. Sono stati serviti un antipasto, un primo e un secondo, senza dolce. E la musica era quella proposta dal dj del nostro locale”. 

In riferimento alla vicenda, Rinaldi, che è avvocato, ha le idee chiare: “se ci sarà la dimostrazione della carenza di manutenzione e di altre responsabilità, è giusto che ci siano conseguenze. Per me bisogna aspettare l’esito delle indagini che deve essere celere, ritengo quindi inutile prendere posizioni preventive,  anche se mi rendo conto della drammaticità della tragedia e dell’inconsolabile dolore della famiglie delle vittime – continua Rinaldi -. Insomma, se qualcuno ha sbagliato, deve pagare ma dopo la determinazione delle responsabilità”.

La notizia della cena è stata data dai giornalisti Alessandro Mantovani e Ferruccio Sansa sul Fatto quotidiano. 

Nell’articolo si informa che gli invitati erano una novantina, non c’erano però i quattro fratelli fondatori, Luciano, Giuliana, Carlo e il citato Gilberto. 

“Gli invitati – scrive il Fatto quotidiano – hanno cominciato ad arrivare verso l’ora di cena. Poi i camerieri, dipendenti di un catering, hanno iniziato a servire. E in breve la festa ha raggiunto il culmine: ‘C’ erano brindisi, musica a tutto volume che si sentiva su per la montagna e gente che ballava a tutta forza, perfino qualcuno sui tavoli. Il festeggiato si alternava alla consolle con il dj per mettere la musica’, racconta chi ha assistito di straforo”.

Commentano Sansa e Mantovani: “Ma è davvero la sera del 14 agosto è andata come raccontano i testimoni? E perché si è deciso lo stesso di festeggiare? I cronisti hanno interpellato i collaboratori più stretti della famiglia Benetton, senza avere risposta. Soltanto un’ amica di famiglia si sbilancia: ‘Io non ne so niente, sono troppo vecchia. Ma mettetevi nei loro panni, come potevano annullare l’ appuntamento con ospiti magari arrivati dall’ estero. Io li conosco i Benetton, sono distrutti”.

Nel momento più difficile per la famiglia Benetton, del resto provoca altrettante polemiche il pranzo di ferragosto, il giorno dopo, con decine di ospiti, questa volta nella casa di Giuliana Benetton, sempre a Cortina, quando sotto il ponte Morandi si scavava nelle macerie e si piangevano i morti che aumentavano ora dopo ora. 

“Una riunione di famiglia, non una festa”, è stato precisato, una commemorazione per il fratello Carlo, morto il 10 luglio scorso a 74 anni. (b.s.-f.t.)