L’AQUILA – “L’Aquila è la metafora del disastro del governo Berlusconi”. Lo ha detto il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero (nella foto), che oggi ha accettato l’invito del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a visitare la zona rossa del capoluogo e incontrare i cittadini.
“C’è stato uno spot girato sulla pelle della gente – ha detto – si è fatto finta che tutto fosse risolto, in realtà i problemi sono tutti aperti, dai soldi che non ci sono per l’assistenza ai fondi che mancano per la ricostruzione”.
Per Ferrero, “Berlusconi è stato capace di trasformare il campo di Onna in un set televisivo da cui ha fatto i suoi proclami al Paese, e adesso tutti, in giro per l’Italia, pensano sia stata ricostruita”.
“Il premier non sopporta che ci siano problemi – ha aggiunto – e che questi problemi si portino a Roma e abbiamo visto il 7 luglio come la manifestazione cittadina è stata trattata”.
“Ero presente – ha proseguito Ferrero – e ho visto le botte e le difficoltà del percorso. Del resto, se da una parte si vuol dare un’informazione distorta, dall’altra si vuole impedire che le vere notizie possano essere diffuse”.
”SERVONO RISORSE PER IL LAVORO”
L’AQUILA – Secondo il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, “ci vogliono risorse pubbliche per garantire la ripresa del lavoro nell’area del cratere, che servono anche per avere i soldi con cui pagare la ricostruzione: ci sono tante imprese artigiane che hanno avviato interventi di riqualificazione, ma ora sono alla canna del gas perché nessuno può pagarle”.
In visita all’Aquila, Ferrero ha criticato il Progetto C.a.s.e., in quanto risposta “solo parziale” al terremoto. “Se non si pensa a un investimento per ricostruire il sistema lavorativo – ha aggiunto il segretario del Prc – il piano C.a.s.e. rischia di rivelarsi uno spot inutile e così rischiamo che la città muoia due volte”.
Per questo, Ferrero giudica necessarie “risorse per questa fase di ricostruzione, senza tralasciare l’emergenza che è tutt’altro che finita”.



