L’AQUILA – “Nella vita quanto più si dona, tanto più si riceve in cambio”.

Una filosofia di vita quella di Ferdi Berisa, ex concorrente e vincitore della nona edizione del Grande Fratello, ma anche giornalista attento alle problematiche sociali.

Sempre in prima linea nel mondo della solidarietà, è arrivato all’Aquila per sostenere l’associazione “Il cratere che resiste”, con l’obiettivo di sollecitare l’attenzione sulle problematiche del post-sisma.

Da qualche tempo Ferdi collabora con la rivista Visto, curando delle rubriche di approfondimento nelle quali si occupa degli argomenti più vari. Una è Fratelli d’Italia, di grandissimo successo, chiusa da poco ma che a breve diventerà un programma televisivo e Il confessionale in cui risponde alle domande dei lettori dando consigli sui più svariati argomenti.

L’ex gi-effino al momento si occupa della rubrica L’Italia dei buoni, per la quale attraversa lo stivale alla ricerca di casi di fondazioni e strutture che si distinguono nel campo dell’associazionismo virtuoso, della solidarietà e del volontariato.

È venuto all’Aquila perché colpito dal lavoro del ”Cratere che resiste”, l’associazione nata per sostenere e unire la popolazione colpita dal sisma del 6 aprile 2009, raccogliendo i bisogni della gente sul territorio, con l’obiettivo di porsi da interlocutori delle amministrazioni per i problemi legati alla ricostruzione e al post-sisma.

Una delle problematiche più serie su cui al momento l’associazione si sta concentrando è quella relativa alle casette provvisorie costruite dopo il terremoto. Tra un anno, infatti, molti manufatti di questo genere potrebbero diventare abusivi per la scadenza dell’autorizzazione triennale.

Al di fuori degli abusi e delle speculazioni, che pure ci sono state, nella maggior parte dei casi le casette sono state pagate dai terremotati con casa classificata “E” che sono stati costretti a fronteggiare autonomamente l’emergenza e che ora rischiano di trovarsi nuovamente senza un tetto sulla testa.

Si tratta ormai di un problema sociale sul quale Ferdi ha scelto di accendere i riflettori, dedicando un puntata della sua rubrica su Visto che uscirà a breve.

Da giornalista che idea ti sei fatto della realtà che si vive all’Aquila?

È davvero triste vedere che dopo quasi tre anni si sia ancora a questo punto, specie considerando che fuori dall’Abruzzo si parla sempre meno di quello che è successo. Spero che la gente non si arrenda perché la vita è una sola ed è giusto che si faccia di tutto per stare bene.

Che cosa ti ha spinto a sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi del post-terremoto, avvicinandoti all’associazione “Il cratere che resiste”?

Ho visto la forza e la determinazione di Lucio De Bernardinis e ho deciso di aderire alla causa del “Cratere che resiste”. Del resto credo che non si possa dare il permesso di costruire e poi rimangiarsi la parola. Non mi piace vedere che si sconvolga la vita della gente che lavora. Così questa associazione e il suo spirito mi hanno catturato e ho deciso di approfondire la questione.

Tornerai presto all’Aquila?

Certamente sì! Tornerò al più presto e spero di trovare dei risultati e dei miglioramenti.

Cosa sogni per il tuo futuro?

Il mio sogno più grande l’ho già realizzato aprendo il centro di accoglienza “Casa Elim” a Pesaro è da questa iniziativa che ho avuto l’idea di raccontare l’ottimo lavoro che molte associazioni fanno sul territorio italiano. Per il resto spero di continuare a lavorare nel mondo dello spettacolo ma sfruttando la possibilità di avere voce per fare cose concrete, dando vita a iniziative di solidarietà.

E ora ti tocca la domanda di rito….per tutte le tue fan abruzzesi. Sei single?

Sì, sono single, e tu? (ammicca, ndr)