L’AQUILA – “Lo schema di decreto legislativo sul federalismo presentato dal Governo, che disciplina le entrate fiscali di Regioni e Province e i costi e i fabbisogni standard per la sanità, è un provvedimento delicatissimo per la Regione Abruzzo”.
Lo afferma la Cgil regionale secondo la quale “con questo decreto oggi c’è il rischio di ‘rompere’ l’unità del Paese, con un fisco che non assicura a ciascuna regione l’integrale finanziamento per le funzioni e per livelli essenziali delle Prestazioni, necessari a garantire i diritti sanciti dalla Costituzione (in Sanità, Assistenza Sociale, Istruzione scolastica, trasporti), penalizzando proprio quelle più povere, tra cui la nostra Regione”.
“A questo proposito – dice il sindacato – per la parte sulle entrate fiscali il decreto preoccupa. Il principio di territorialità del prelievo rischia di accentuare drammaticamente il divario tra regioni ricche e povere, con una clamorosa contraddizione della stessa legge delega”.
“Il federalismo – rileva il sindacato – non si fa senza risorse, perché così condanna le regioni più povere a negare diritti e in Abruzzo già oggi sono di fatto negati molti diritti con il taglio dei trasferimenti dello Stato con la riforma del titolo Quinto della Costituzione”.
“Noi insisteremo – afferma la Cgil – perché il sistema fiscale sia davvero l’architrave di un’equa politica dei redditi, fondata sulla progressività del prelievo, sulla lotta all’evasione, e capace di reperire le risorse necessarie a finanziare integralmente i livelli essenziali per assicurare i diritti”.
“Solo così – conclude la Cgil – si può agire per superare gli squilibri territoriali e per garantire l’eguaglianza dei cittadini in tutto il Paese, come prevede la nostra Costituzione”.





