ROMA – Sono necessarie ancora due o tre settimane prima di poter vedere gli effetti della riapertura del 18 maggio perché i numeri che stiamo osservando in questi giorni descrivono la situazione all’inizio del mese, ha detto all‘Ansa  il fisico Alessandro Vespignani, della Northeastern University di Boston.

“Possono passare due o tre settimane prima che si vedano reali cambi di traiettoria e questo ci mette in una situazione di incertezza”.

Questo accade, ha osservato l’esperto, perché “non si possono guardare i numeri giorno per giorno, che ci descrivono gli effetti relativi all’inizio di maggio”.