L’AQUILA – Un convegno in grande stile, patrocinato dall’Università dell’Aquila, organizzato, però, da una clinica privata, in cui operano docenti dello stesso ateneo.

Fa storcere il naso, negli stessi ambienti accademici, la conferenza pubblica “Salute psicofisica, Aspetti di prevenzione e di terapia”, dello scorso ottobre nel capoluogo a cura del poliambulatorio medico-chirurgico “Fare Salute”, una struttura privata che ha la sua sede in zona San Francesco.

Sulla locandina dell’evento campeggiava in bella mostra lo stemma dell’Ateneo, insieme allo stemma del dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva), diretto dalla professoressa Maria Grazia Cifone. A patrocinare l’evento anche il Comune dell’Aquila.

A prestare servizio professionale privato nell’ambulatorio Fare salute, si osserva inoltre, docenti Mesva come Massimo Casacchia, psichiatra, Enzo Sechi, neuropsichiatra infantile, Maria Giuliana Tozzi docente di Scienze dietetiche e Angela D’Alfonso, ginecologa.

Nel corso del convegno, moderati da Casacchia, 18 specialisti, tra cui i docenti citati, hanno esposto al folto pubblico le ultime teorie di cura e le più moderne tecniche di prevenzione relative a molteplici aspetti sanitari della vita umana.

Interventi incentrati sul tema portante della medicina sociale e territoriale. Ed è stata l’occasione per lanciare la campagna di visite gratuite poi svolta a fine mese negli ambulatori di Fare Salute.

Presente in prima fila anche Gino Milano, capo segreteria del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, di cui ha portato i saluti. L’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci ha invece inviato un messaggio.

Tutto lodevole e legittimo. Ma c’è chi osserva che il logo dell’Università, il cui utilizzo deve essere autorizzato dal Senato Accademico, ha rappresentato un colpo d’immagine per un poliambulatorio medico privato, che è anche concorrente del servizio sanitario pubblico.

In occasione di un convegno a cui hanno preso parte docenti universitari che, nello stesso tempo, operano come liberi professionisti nella medesima struttura privata.