ROMA – “L’inchiesta ministeriale è estremamente discutibile perché sembra investire il merito di una decisione giudiziaria”.
Lo sottolinea Nello Rossi, direttore di Questione Giustizia, la storica rivista di Magistratura democratica, nell’editoriale dedicato al caso della cosiddetta ‘famiglia nel bosco’.
“L’inchiesta amministrativa non riguarda ‘uffici’ ma ‘persone’, ed è finalizzata ad accertare fatti o comportamenti tenuti dai magistrati che possono avere una valenza disciplinare o risultare rilevanti sul piano dell’incompatibilità ambientale o funzionale prevista dall’art. 2 della legge delle guarentigie”.
“È appunto questo il tipo di inchiesta che – prosegue Rossi – è stata di recente promossa dal ministro della Giustizia che, per marcare la sua presenza nel notissimo caso della ‘famiglia nel bosco’, il 10 marzo di quest’anno ha inviato gli ispettori presso il Tribunale dei minori dell’Aquila”.
“Compito degli ispettori: verificare la correttezza dell’operato dei giudici titolari del procedimento con riguardo all’ordinanza del 6 marzo, con la quale i minori erano stati allontanati dalla madre, che ‘sarebbe stata adottata in carenza dei presupposti normativi e trasmodando dai limiti consentiti, per non essersi tenuto conto dei danni piscologici ai minori'”, rileva Rossi.






