PESCARA – C’è anche il professore Luigi Panzone dell’Università D’Annunzio tra gli indagati nell’inchiesta sui finti cavalieri dell’ordine di Malta che garantivano lavoro in Italia a centinaia di stranieri.
Il docente, al quale è stato inflitto l’obbligo di dimora, è tra le nove le persone raggiunte da misure cautelari dai carabinieri di Roma. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa, conferimento illecito di onorificenze e decorazioni cavalleresche e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Oltre un anno fa, il nome di Panzone, esperto di finanza, era finito in un’inchiesta pescarese, del pm Valentina D’Agostino, con l’accusa di aver permesso di superare il suo esame a pieni voti al sindaco di Manfredonia e a un imprenditore della Provincia di Foggia.
A fine dicembre 2011, il docente aveva ricevuto un altro avviso di garanzia sempre per una vicenda analoga: un’accusa di corruzione che ha tirato in ballo l’ex sindaco Pd di Pianella Giorgio D’Ambrosio che, secondo il pm D’Agostino, avrebbe comprato la laurea dal docente.
Da ieri anche questa nuova accusa. I componenti dell’associazione operavano sotto l’egida di una seconda associazione di volontari della Protezione Civile per procurare illegalmente l’ingresso in Italia – formalmente per la frequentazione di un corso per l’uso del defibrillatore – di 350 cittadini tunisini, ai quali erano stati chiesti tra i 2.000 e i 5.500 euro con la promessa dell’ingresso in Italia per un successivo lavoro.
In Italia la falsa organizzazione ordinava nuovi cavalieri in chiese e abbazie, soprattutto in Puglia, con tanto di cerimonie utilizzando spade e falsi costumi, anche in celebrazioni pubbliche di paese molto suggestive.
Tra le vittime, che pagavano fino a diecimila euro per essere insigniti, anche Ramona Badescu, la showgirl e delegata del Campidoglio ai rapporti con la comunità romena di Roma, agenti delle forze dell’ordine e militari.
La showgirl avrebbe ricevuto questa onorificenza da appartenenti ad una parte della falsa associazione che operava in Romania all’insaputa dei vertici italiani. Il finto Gran maestro italiano, arrestato dai carabinieri, in passato aveva denunciato in Romania, attraverso un servizio della tv romena, l’altro falso ramo dell’associazione che operava a sua insaputa.





