MILANO – Migliorare il proprio corpo non è peccato. Al contrario, i maggiori sensi di colpa sono provocati dagli eccessi di gola, dall’abuso dei social network e dallo shopping compulsivo.

È quanto emerge da un’indagine condotta dall’associazione “Donne e qualità della vita”, coordinata dalla psicologa Serenella Salomoni, su un campione rappresentativo di 800 donne e uomini, di età compresa tra i 25 e i 50 anni.

Quali sono le azioni di cui gli italiani più si vergognano e desiderano tenere nascoste ai propri cari? Al primo posto la gola, indicata dal 20% del campione: eccedere nel mangiare e non sapersi trattenere sono atteggiamenti vissuti con un profondo senso di colpa, così come il trascurare il proprio aspetto fisico (14%).

Gli italiani si rivelano dunque molto attenti alla salute del proprio corpo, e il 91% degli intervistati, direttamente interpellato, ammette di non considerare un peccato il ricorrere a un intervento di chirurgia estetica.

“Non c’è da scandalizzarsi se si cerca di essere più belli, di piacersi e di stare bene con il proprio corpo, soprattutto se questo migliora la nostra vita e quella di chi ci sta intorno – commenta don Antonio Mazzi della fondazione Exodus – l’importante è che lo si faccia nel rispetto del proprio corpo e degli altri. Se le cose sono fatte con equilibrio e intelligenza non ci vedo niente di male”.

Proseguendo con la speciale classifica ‘top ten’ dei nuovi peccati che generano più sensi di colpa, sul terzo gradino del podio si posiziona il dedicare troppo spazio alla propria vita virtuale con i social network come Facebook o Twitter (13%).

Seguono lo shopping compulsivo (11% degli intervistati, 17% considerando le sole donne), il tradimento che viene sempre più spesso consumato online (10%), l’esibizionismo con l’ostentazione di un look eccessivo, piercing e tatuaggi pur di apparire e fare colpo (9%), il trascorrere troppo tempo al cellulare o ai videogiochi (8%), l’intossicazione da high-tech, con la necessità di possedere gli ultimi ritrovati tecnologici (6%, 11% considerando soltanto gli uomini), il non saper resistere al richiamo del gioco, sia esso gratta e vinci, poker o scommesse (4%) e infine il cercare lo ‘sballo’ a tutti i costi (3%).