L’AQUILA – Arriva sgommando con la sua Bentley bianca e va via dopo un soffio alla stessa maniera. Fuori impazzano il Consiglio regionale sulla sanità e le rivoluzioni nella ricostruzione. Dentro al ristorante Il baco da seta, però, alla corte di Loreto, Pino e Roberto Giangrossi, il clima è cristallizzato e gli sguardi focalizzati tutti su di lui. Fabrizio Corona è all’Aquila.

Una toccata e fuga, naturalmente. In linea con il personaggio. Il tempo di salutare gli amici ristoratori, che conosce da ben prima del terremoto, e consumare una cena rapida a base di sushi, ostriche e antipasti crudi. Firma un paio d’autografi, si fa volentieri una foto con giovani fan, e trova anche il tempo di rilasciare un’intervista esclusiva ad AbruzzoWeb.

Ci si aspetta Belen Rodriguez, ma Belen non c’è. Ci sono Emanuele Ferretti, amico rosetano titolare dell’omonima pasticceria: quello che ha fatto scoprire a Corona che alle pendici del Gran Sasso si mangia il pesce, e bene. E c’è una misteriosa bionda, ma lo scoop di una nuova fiamma è rimandato: si tratta di un’amica.

Si comincia, quasi inevitabilmente, a parlare di terremoto. “Ho una storia assurda – attacca Fabrizio – Il giorno che c’è stato il terremoto era domenica, ero a Roma alla Fattoria. Finisce la trasmissione alle 23.30 e tornavo a Milano con la macchina. Esattamente dieci minuti dopo che siamo passati da qui, è successo il terremoto. Abbiamo sentito un po’ tremare ma non ho capito cosa succedeva. Abbiamo il traversato il terremoto”.

Sulla gestione mediatica della tragedia, Corona ha un’idea ben precisa. “Da uomo di comunicazione – spiega – mi ricordo le scene di sfogo contro i giornalisti di quel ragazzo che si sposava e non voleva essere ripreso, e su questo sono d’accordo. Purtroppo ci sono molti che ci hanno marciato, ma è giusto anche fare la cronaca degli eventi, perché oggi viviamo in un mondo di comunicazione e di media. E le tragedie fanno parte di tutto quello che succede del mondo”.

A lavorare all’Aquila, nella città ferita, però, non ci ha mai pensato. “Se non fossi stato famoso – afferma – mi sarebbe piaciuto, mi sarei buttato. Oggi, invece, se mi fossi buttato la gente avrebbe pensato che ci guadagnavo su, sarebbe stato strumentalizzato, e quindi ho evitato”.

Si arriva a parlare di intercettazioni. Corona ha recentemente difeso la sua (forse) ex Belen, tirata in mezzo in un’inchiesta della Procura di Milano sul consumo di cocaina in cui è finita in mezzo anche la showgirl di casa, Alessia Fabiani. Gli strali dell’ex fotografo sono per i giudici, colpevoli a suo dire di tirare in mezzo nomi di personaggi famosi con secondi fini.

“Lo fanno solo per le pubblicità – dice, sprezzante – Trovo che le intercettazioni siano assurde, soprattutto se riguardano la vita privata e non l’inchiesta in corso. Non sono contro in assoluto, è giusto che le facciano, ma dovrebbero essere regolamentate per quanto riguarda la stampa. Non sono d’accordo sulle punizioni ai giornalisti, ma dovrebbero essere puniti i magistrati che fanno passare le informazioni”.

Sono solo le prime schermaglie di un’intervista che tocca più di un tema. L’instabilità di Corona (“Magari riuscissi a vivere per due giorni di fila nello stesso posto”), le sue certezze (“Sicuri di sé si nasce, non s’impara”), perfino un accenno delle sue paure (“Con le donne che mi fanno perdere la testa divento una persona normale, quindi insicuro”).

E c’è spazio anche per un accenno a Belen, anche se l’inizio non è confortante: “Dovrei chiederti 100 mila euro perché ne ho rifiutati già 50 mila per parlare di lei”.

Ne viene fuori un’intervista gustosa, frizzante, con un personaggio che ci tiene a recitare la sua parte ma che dal vivo mostra più verità di quante ne possano apparire in video. Un pezzo che AbruzzoWeb pubblicherà domani per esteso.