L’AQUILA – C’è un nuovo indagato nell’indagine sugli appalti truccati di Expo. Si tratta di Antonio Acerbo, ingegnere originario dell’Aquila dove è nato 65 anni fa e si è laureato, per poi proseguire la carriera a Milano.

Ex direttore generale del Comune del capoluogo lombardo, è responsabile unico del procedimento di Padiglione Italia e commissario delegato Opere infrastrutturali Expo 2015.

Secondo l’ipotesi dei pm Acerbo, nelle sue vesti di presidente della commissione aggiudicatrice degli appalti sulle “vie d’acqua” avrebbe favorito con modalità illecite l’imprenditore Giuseppe Maltauro.

La Guardia di Finanza, sezione di polizia giudiziaria presso la procura della Repubblica, su mandato dei pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio ha eseguito mercoledì mattina perquisizioni nei luoghi in indisponibilità dell’indagato, cui è stata contestualmente notificata informazione di garanzia per i reati di corruzione e turbativa d’asta (turbata libertà del procedimento di scelta del contraente).

La procura di Milano ha chiesto alle società Expo e Metropolitana Milanese di esibire “atti e documenti relativi alla procedura Progetto via delle acque”.

Acerbo, ingegnere originario dell’Aquila, come direttore generale del Comune sotto la giunta Albertini aveva gestito il restauro del Teatro alla Scala.

Nei mesi scorsi l’inchiesta su Expo ha portato all’arresto, tra gli altri, dell’ex parlamentare della Dc Gianstefano Frigerio, dell’ex Pci Primo Greganti e dell’ex senatore del Pdl Luigi Grillo. I reati contestati ad Acerbo, si legge nel comunicato stampa del procuratore Edmondo Bruti Liberati, sarebbero stati commessi a Milano “fino al 10 luglio 2013”.

Come si evince dal suo curriculum vitae, Acerbo si è laureato nel luglio del 1974 in Ingegneria Civile all’Università dell’Aquila.