ATESSA – Il destino incerto dello stabilimento Sevel, oggi FCA Italy,  del gruppo Stellantis, nel nucleo industriale della Val di Sangro, motore economico dell’Abruzzo, e le risposte del governo, per garantire “la competitività, la produzione e il mantenimento dei livelli occupazionali dello stabilimento”.

Su questo tema, di scottante attualità, si è consumato il confronto, tutto abruzzese, oggi alla Camera, tra il deputato del Partito democratico, Luciano D’Alfonso, ex presidente della Regione, che ha presentato apposita interrogazione, e Fausta Bergamotto,  sottosegretaria di Stato al Ministero delle imprese e del made in Italy, aquilana ed ex assessore comunale della giunta di Pierluigi Biondi, in quota Fdi, ora braccio destro del ministro Adolfo Urso.

Bergamotto, nella risposta, ha assicurato che il governo si sta muovendo per garantire la centralità del sito industriale, nell’ottica “del rilancio della produzione nazionale, l’innovazione tecnologica e la tutela dell’occupazione”, facendo leva su incentivi e investimenti, con l’istituzione al Ministero  di un tavolo permanente sull’automotive. E ha comunque sottolineato che, “Stellantis ha confermato il ruolo di leadership della Sevel di Atessa nella Business Unit dei veicoli commerciali con la piattaforma del Ducato, ampliando la produzione con il brand Opel e con l’accordo per la produzione di veicoli commerciali Toyota”.

D’Alfonso non si è però detto soddisfatto, e nella replica ha evidenziato che manca “il mettere i termini all’interno di un’agenda che precisi le cose da fare”, “noi dovremmo immaginare un documento impegnativo a valenza istituzionale, a valenza normativa, amministrativa, che abbia dentro di sé anche le risorse finanziarie. Non siamo chiamati a fare convegnistica, siamo chiamati ad essere decisori e decisione vuol dire collocazione di risorse”.

E ha invocato con forza la realizzazione della  “copertura digitale 4G, la copertura dell’energia elettrica industriale, l’autosufficienza energetica”, dell’intera area industriale. Facendo appello  anche sulla “abruzzesità istituzionale” di Bergamotto.

Facendo un passo indietro, lo scenario attuale del polo dell’automotive è stato riassunto da D’Alfonso nell’interrogazione: “lo stabilimento nel 2021 ospitava oltre 6.000 dipendenti. Lo scorso anno circa mille lavoratori somministrati non sono stati confermati alla scadenza del contratto di lavoro. Ulteriori dipendenti stanno, inoltre, ricevendo offerte da parte dell’azienda come incentivo all’esodo”.

Non solo: dal 2019 il gruppo Stellantis “ha avviato la produzione degli stessi veicoli prodotti nello stabilimento ex Sevel anche nell’ex stabilimento Opel di Gliwice in Polonia. Quest’ultimo è stato ristrutturato per la nuova produzione ed è altamente automatizzato con una capacità produttiva di circa 107.000 furgoni l’anno. Lo stabilimento polacco, oltre a sottrarre la produzione dello stabilimento della Val di Sangro, apre un processo di competizione sia per gli aiuti dello Stato polacco sia per il basso costo di produzione favorito dall’utilizzo di tecnologie di ultima generazione. Nessuna ristrutturazione, al contrario, è stata finora prevista per lo stabilimento ex Sevel, i cui impianti risalgono al 2000”.

Il risultato è che “la produzione dello stabilimento ex Sevel, prima della pandemia, si attestava intorno ai 300.000 furgoni, di cui il 55 per cento a marchio FCA e il 45 per cento a marchio PSA. Ora la produzione prevista si dovrebbe attestare intorno ai 250.000 furgoni” anche se l’anno scorso se ne sono prodotti soltanto 206.000″.

E ancora, “nonostante l’accordo fatto con la Toyota per la produzione di nuovi furgoni, la situazione produttiva per il 2023 sembra essere simile a quella del 2022 per lo stabilimento di Atessa, mentre per lo stabilimento di Gliwice sembrerebbe profilarsi un aumento i volumi produttivi. I volumi Toyota non garantiranno un sensibile aumento delle produzioni, pertanto, sembra che anche per il 2023 i volumi si attesteranno sotto i 250.000 furgoni previsti”.

Desta preoccupazione il fatto che Stellantis, “per far fronte a questa situazione produttiva sta pensando di internalizzare alcune attività, spostando il problema occupazionale verso le imprese dell’indotto, che risultano essere una realtà di fondamentale importanza per il territorio della Val di Sangro”.

D’Alfonso  ha chiesto dunque quali “iniziative il Governo intenda adottare a presidio della competitività, della produzione e del mantenimento dei livelli occupazionali dello stabilimento ex Sevel di Atessa, di fondamentale importanza per il territorio della regione Abruzzo”.

Bergamotto ha dunque risposto esordendo come segue.

“I temi in discussione sono numerosi, complessi e di grande portata. Essi si innestano su uno
scenario in cui il comparto automotive registra ancora difficoltà nell’approvvigionamento delle
materie prime, microchip e semiconduttori, e una domanda ancora debole di auto elettriche sul
mercato italiano – ha affermato Bergamotto -. Come è stato ribadito in quella sede dal Ministro Urso, il Governo mira, da una parte, alla rinegoziazione presso le istituzioni europee di condizioni migliori e funzionali ad accompagnare la riconversione industriale in tempi e modalità che consentano di garantire la sostenibilità occupazionale e sociale in modo progressivo e che non strangoli il comparto produttivo; dall’altra, questo Governo si sta preoccupando di creare le migliori condizioni infrastrutturali, strutturali e di mercato adatte a stimolare la ricerca, lo sviluppo e l’attrazione degli investimenti, per mantenere la produzione in Italia”.

A questo proposito, “occorre garantire il principio di neutralità tecnologica e riformulare gli incentivi a sostegno della domanda in questo settore. Gli incentivi, infatti, devono aiutare soprattutto a salvaguardare la produzione italiana e contribuire a creare un volano per l’economia, con effetti positivi sul territorio nazionale in termini di sviluppo, ricadute produttive e occupazionali. È altresì necessario che, a monte della filiera automotive, si implementino gli investimenti nella rete infrastrutturale di ricarica in Italia e si incentivi lo sviluppo di aziende per l’autoproduzione di energia”.

Ha dunque proseguito Bergamotto: “Stellantis ha confermato il ruolo di leadership della Sevel di Atessa nella Business Unit dei veicoli commerciali con la piattaforma del Ducato, ampliando la produzione con il brand Opel e con l’accordo per la produzione di veicoli commerciali Toyota. Il Ministro Urso, in occasione del tavolo, ha dunque confermato la piena attenzione che il Governo riserva al settore automotive e il ruolo centrale delle aziende italiane per la filiera nazionale.
Obiettivi prioritari dell’Esecutivo sono il rilancio della produzione nazionale, l’innovazione
tecnologica e la tutela dell’occupazione”.

“Per questo motivo, presso il Ministero delle Imprese e del made in Italy, è stato altresì istituito un tavolo permanente sull’automotive – con aggiornamento periodico – che coinvolge tutti gli operatori del settore. Per affrontare la difficile congiuntura, si ribadisce anche in questa sede che un confronto continuo tra le parti coinvolte e i loro rappresentanti sarà utile a tutti per verificare gli sviluppi degli investimenti e le ricadute sul sistema industriale ed in questo contesto verrà sicuramente avviato un raccordo con la regione Abruzzo per le imprese dell’indotto legate al territorio. L’impegno del Governo avverrà, dunque, con continuità operativa e temporale, con la più stretta condivisione degli obiettivi con le parti coinvolte e in modo coordinato, in ciascuno dei comparti e dei tavoli sopramenzionati”, ha concluso il sottosegretario.

C’è stata dunque la replica di D’Alfonso, che ha dato innanzitutto “contezza della consapevolezza del Sottosegretario che ha risposto, perché ne conosco il radicamento territoriale, è abruzzese come me, quindi, ho visto uno sforzo di volontà nel descrivere fotograficamente la situazione”.

Ma  dopo la captatio benevolentiae ha aggiunto: il punto che manca, per il quale intervengo e utilizzo questo tempo, è mettere proprio i termini all’interno di un’agenda che precisi le cose da fare” a maggior ragione che “il sito industriale di Atessa è grande parte del PIL della regione Abruzzo, parliamo di una capacità di assorbimento di forza lavoro tra diretti ed indiretti sulle 30 mila unità”.

E ha dunque ribadito:  “Noi sappiamo che c’è una competizione anche nello scenario internazionale con la Polonia. Allora, quali sono le misure che noi dobbiamo mettere in esercizio? Il tavolo permanente che chiami a sé il Ministero delle Imprese e del made in Italy, le rappresentanze sindacali, le rappresentanze delle imprese e dell’indotto, che tanta ricchezza attrattiva hanno rappresentato, gli enti locali e negli enti locali noi dobbiamo metterci potentemente, oltre alla regione, anche i comuni, e dobbiamo concepire, riconcepire e ricoltivare quello che si chiama lo strumento del Contratto istituzionale di sviluppo, che faciliti l’adeguatezza infrastrutturale tradizionale, la viabilità, che riesca a cucire il mare Adriatico con il Tirreno, che va a servire proprio Atessa”.

Ci sono poi ha incalzato D’Alfonso, ” 190 milioni di euro in giacenza che devono produrre il completamento del cantiere. Lo chiese anche Marchionne, quando ricevette il riconoscimento dalla regione Abruzzo. Ancora, la copertura digitale 4G, la copertura dell’energia elettrica industriale, come chiede il fabbisogno produttivo di quell’azienda, e, poi, l’autosufficienza energetica, in maniera tale che ci possa essere, in un tempo dato, la neutralità energetica, l’investimento tecnologico, per farle recuperare terreno rispetto agli sfidanti del circuito internazionale. Allora, mettiamo in agenda le intenzioni, le preoccupazioni, la consapevolezza, ma anche le date degli investimenti, le risorse. Facciamo in modo che nei piani riguardanti il potenziamento produttivo ci siano le risorse finanziarie”.

Ha dunque concluso:  “Cara Sottosegretaria, io conosco, come ho detto prima, la sua appartenenza territoriale, noi dovremmo immaginare un documento impegnativo a valenza istituzionale, a valenza normativa, amministrativa, che abbia dentro di sé anche le risorse finanziarie. Siamo nei pressi del tempo nel quale stabiliremo il DEF e gli obiettivi del DEF: sull’automotive facciamo in modo che ci sia appropriatezza di strumenti. Non siamo chiamati a fare convegnistica, siamo chiamati ad essere decisori e decisione vuol dire collocazione di risorse. Io su questo faccio affidamento anche sulla sua “abruzzesità” istituzionale”