L’AQUILA – “Ci stanno prendendo per il c… questi burocrati di Stato che guadagnano venti volte un operaio, dovrebbero lavorare giorno e notte per la tragedia aquilana, invece non danno risposte tanto da far saltare l’importante investimento all’Aquila della Accord Phoenix. Invito tutti i lavoratori a mobilitarsi a Roma per chiedere direttamente ai ministri competenti e ai burocrati il perché”.

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, con parole forti torna a protestare duramente contro il Governo nazionale a cui “non importa nulla dell’Aquila e del suo circondario in ginocchio dopo il terremoto del 6 aprile 2009”. E lunedì prossimo alle ore 15 presso l’ex polo elettronico aquilano nel nucleo industriale di Pile, sindacati e lavoratori, compresi quelli in mobilità e in attesa di un posto alla Accord Phoenix, famiglie dei lavoratori e Confindustria l’aquila, si incontreranno per un’assemblea aperta promossa da Cialente e dall’ex deputato del Partito democratico Giovanni Lolli. Verranno chieste ufficialmente le dimissioni del ministro Trigilia.

La protesta guarderà a Roma, è lì che si andrà per manifestare.

Nel pomeriggio ha abbandonato la riunione del comitato di vigilanza per l’utilizzo dei 100 milioni riservati allo sviluppo delle zone terremotate che si stava svolgendo a palazzo Chigi alla presenza, tra gli altri, del ministro per la coesione territoriale Carlo Trigilia, incaricato dal premier Enrico Letta per la gestione della ricostruzione. A mandare su tutte le furie il primo cittadino, che nei mesi scorsi per protesta aveva riconsegnato la fascia tricolore e fatto rimuovere le bandiere dalla sedi comunali, il fatto che non è stato ancora sciolto il nodo dell’interpretazione della delibera Cipe sulla destinazione dei fondi per lo sviluppo che secondo il documento vanno prioritariamente al chimico-farmaceutico.

“Dovevano cambiare la delibera che loro stessi hanno scritto per permettere lo stanziamento di 11 milioni per l’azienda inglese, specializzata nel recupero di Pc per estrarre e riutilizzare metalli, che all’Aquila vuole investire 50 milioni di euro, assumere circa 250 persone e riassorbire i 130 lavoratori in mobilità dell’ex polo elettronico. Invece, Carlo Sapino, del ministero per lo Sviluppo economico, non si è presentato”.

“Ora Trigilia e il ministro di Sappino, Zanonato, cambino i loro burocrati e, soprattutto, spieghino a lavoratori e disoccupati i motivi per i quali l’operazione rischia di saltare”.

Cialente ha sottolineato di essere stanco di essere trattato come gli venisse fatto un favore, e di essere abbandonato nonostante all’Aquila la cassa integrazione sia aumentata del 1700 per cento, che ci sono centinaia di famiglie che ogni giorno ci preoccupiamo di sfamare e che tra due mesi saranno finiti i fondi e la ricostruzione si fermerà di nuovo”.