SAN DEMETRIO NE’ VESTINI – “Situazione di stallo delle pratiche di ricostruzione all’Utr numero 8”, con appena “un terzo delle istruttorie evase”.

Così alcuni presidenti di conzorzio del comune di San Demetrio, che afferisce all’Ufficio territoriale della ricostruzione (Utr) di Barisciano, si mobilitano e lanciano una raccolta firme da consegnare poi al sindaco Silvano Cappelli.

La mobilitazione, che arriva a soli pochi giorni dalle polemiche per i ritardi denunciati anche all’Utr di Barete e all’indomani dell’infuocata reazione di Emilio Nusca davanti ai ritardi dell’Utr 6 di Caporciano, avviene attraverso un tam-tam di email e la raccolta di firme nell’edicola del paese.

I promotori chiedono a Cappelli “di promuovere con urgenza tutte le iniziative possibili per rimuovere la situazione di stallo, mettendo in campo sia le prerogative riservate al sindaco, sia tramite la promozione di un confronto propositivo ed in veste istituzionale della comunità vestina, di noi tutti sottoscrittori e degli enti sovraordinati titolari della gestione della ricostruzione del cratere”.

“La comunità vestina, che ha subito il danno più consistente di tutti i comuni del cratere, stanca delle continue sofferenze della vita nei moduli abitativi provvisori – scrivono nella petizione – vede allontanarsi sempre più la concreta possibilità del rientro nelle proprie abitazioni dislocate nelle varie caratteristiche ‘ville’ ormai in assoluto abbandono e degrado, destinate purtroppo, se non si interviene con urgenza, all’inevitabile spopolamento per l’inesorabile legge della natura, rimanendo il desolato testimone della tragedia del sisma dell’aprile 2009”.

Una condizione che, per i rappresentanti dei consorzi che promuovono la raccolta firme d’intesa con i progettisti, “appare sempre più grave dato il perdurare dell’assurdo ritardo accumulato dal competente Utr di Barisciano nell’espletamento dell’attività di istruttoria delle pratiche relative ai singoli consorzi, realizzata, per quanto è dato sapere, soltanto per un numero esiguo pari circa ad un terzo di quelle afferenti alla prima fascia della graduatoria delle priorità, presentate entro il termine assegnato dell’ottobre dello scorso anno”.

“Tale criticità è divenuta insostenibile e non più rinviabile per le molteplici implicazioni sociali ed economiche dei vari attori coinvolti, proprietari, tecnici e imprese, nonché di tutta la comunità e delle istituzioni”, si legge ancora nella petizione.

Per i presidenti di consorzio e i progettisti, che parlando anche di “pregressa errata stima dei danni complessivamente subiti in ciascun comune”, ci sarebbe poi dovuto essere un diverso assetto organizzativo territoriale degli uffici della ricostruzione “ed un più efficiente sistema di valutazione e controllo degli interventi progettati”.

“Sembra ormai doverosa e ineludibile una energica e decisa azione da parte di tutti gli attori pubblici e privati del processo ricostruzione, tesa a sensibilizzare gli organismi istituzionali preposti alla ricostruzione, affinché si trovino le soluzioni più immediate ed efficaci per l’accelerazione delle procedure di istruttoria, anche attraverso deroghe e/o modifiche/integrazioni regolamentari”, aggiungono.