L’AQUILA – “L’Aquila è una grande città che ha avuto un grande trauma e, proprio per questo, più di ogni altra meritava di essere Capitale italiana della Cultura. Questo potrebbe rappresentare davvero il momento della rinascita della città che dovrà essere pronta a rappresentare l’intera Europa nel 2026”.
Così Vittorio Sgarbi, arrivato nel pomeriggio alla Villa comunale dell’Aquila, per presentare la sua candidatura con Fratelli d’Italia nella circoscrizione meridionale in vista delle Europee in programma a giugno.
Presenti, tra gli altri, il coordinatore di FdI per la provincia dell’Aquila Claudio Gregori, la vice Benedetta Fasciani, oltre a diversi consiglieri comunali.
“Qualunque governo come priorità deve avere la ricostruzione dell’Aquila – ha sottolineato Sgarbi – Per quanto mi riguarda sarò nelle condizioni di rappresentare una città che è sempre stata meno riconosciuta rispetto a quanto merita. Da San Bernardino alla figura di un grande scultore come Silvestro dell’Aquila, un pittore grande come Raffaello che è stato Saturnino Gatti. In questo senso sono pronto a lavorare affinché in occasione dell’Aquila capitale della cultura ci sia una mostra sul Rinascimento, anche a livello concettuale, perché è quello che deve avvenire all’Aquila, un nuovo rinascimento”.
“Votare FdI non è votare semplicemente per un partito di destra, ma per il partito di Governo che oggi ha i voti che aveva la Dc quando ero ragazzo – ha aggiunto – E poi qui c’è un sindaco, Pierluigi Biondi, che è molto impegnato ed in stretto contatto con il premier Giorgia Meloni alla quale sono sicura che la città darà grandi soddisfazioni anche in occasione delle Europee. Inoltre FdI è un partito in crescita, in ogni competizione, e che contiene tante voci, come la mia. La mia, in particolare, è la più libera e indipendente”.
“Questo non sarà un voto solo per le Europee ma per dire al Governo ‘andiamo avanti’. In questo senso ‘Più Italia in Europa’ è uno slogan molto intelligente e dall’Aquila, dalla capitale della cultura, potremo sicuramente essere molto più presenti in Europa”.




